La ricerca. Qual è il futuro della diagnosi e della cura?
Ecco perché, come scrivono gli esperti all’interno dell’ultimo Quaderno del Ministero della Salute a tema amianto, “il mesotelioma rappresenta per la ricerca una sfida, i miglioramenti nelle varie discipline non hanno ancora prodotto risultati soddisfacenti”.
Ma quali sono gli ambiti di ricerca?
Quella pre-clinica si sta occupando del riconoscimento di pathway candidabili a terapie, dunque è impegnata nella stessa comprensione del processo di carcinogenesi. La diagnostica per immagini vuole ottimizzare la proposta terapeutica, dunque sta verificando il ruolo di TAC, PET e risonanza magnetica, che ad oggi rappresentano i migliori strumenti in mano ai medici.
E per il trattamento vero e proprio?
La chirurgia si è rivolta ad interventi sempre più radicali dal punto di vista oncologico, allontanandosi sempre più da interventi demolitivi e avvicinandosi a quelli conservativi. Per migliorare i trattamenti sistemici, invece, risulta fondamentale lo studio del profilo molecolare della patologia, e per questo sono oggetto di studi clinici terapie target e l’analisi di fattori predittivi.
Senza contare la sempre maggiore attenzione dedicata all’ambito psicologico della malattia: i soggetti che ne sono affetti vivono uno stato d’ansia, poiché sono coscienti della durata dell’esposizione alle fibre di amianto. Anche l’ambito psico-oncologico, dunque, è terreno di studio.
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19 Settembre 2012
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