La sfida contro l’Hcv non è ancora vinta
“Da una parte – ha sottolineato – abbiamo un serio problema di sommerso – cioè di persone che non sanno d’avere l’infezione o che non sanno di poterla eliminare con un trattamento breve, facile e non tossico – e di facilitazione dell’accesso dei pazienti ai Centri in cui possono essere trattati. Dall'altra dobbiamo fare i conti con la capacità dei Centri nel sostenere il carico di lavoro. I finanziamenti hanno coperto il costo dei farmaci ma mancano ancora investimenti in iniziative per l’emersione del sommerso e sul potenziamento dei Centri prescrittori, non foss’altro per ridurre il carico burocratico che ad essi compete”.
Il sommerso si trova principalmente nelle cosiddette “popolazioni speciali” e negli anziani. Nel primo caso rientrano persone con dipendenza da sostanze per via iniettiva e/o inalatoria, le persone recluse negli istituti di detenzione e le persone che vengono da paesi dove la diffusione del virus è particolarmente alta. “Ma gran parte del sommerso va ricercato seguendo il dato anagrafico”, ha detto ancora Galli. “La diffusione del virus è avvenuta nella maggioranza dei casi quando anche in ospedale, o nelle cure domiciliari, non si usavano materiali usa e getta. Il risultato è che ci sono molti anziani HCV positivi e non lo sanno”. Si tratta di persone spesso affette anche da altre malattie, che per questo frequentano gli ospedali e che possono diventare un veicolo di trasmissione del virus. “E' necessario attivare dei protocolli di attenzione nei confronti di questi pazienti, indagare sulla presenza del virus e curarli se trovati positivi, migliorando in questo modo la loro salute generale e prevenendo l’ulteriore diffusione dell’infezione. Le nuove terapie hanno un profilo di tollerabilità che consente di trattare anche persone anziane e con altre malattie”, ha aggiunto Galli.
Le persone, infine, che presentano sia l'infezione da HIV sia quella da HCV sono un gruppo particolare in cui l’eliminazione da HCV è un obbiettivo molto vicino. “Sono solo qualche migliaio quelli che non sono ancora ‘entrati’ in trattamento per l’HCV, e in larga maggioranza già in contatto con i Centri. Si tratta di fare un ultimo sforzo, reso talvolta più difficile da problemi organizzativi”, ha concluso Galli.
Articoli correlati:
24 Ottobre 2018
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Medici di famiglia. Le Regioni verso il via libera alla Riforma Schillaci ma con un decreto più snello

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

Medici di famiglia. Schillaci: “Non smantelliamo la figura ma modello va cambiato. Riforma sarà discussa con Regioni e sindacati di categoria”

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale