Lazzaro (Enpaf): “Per le casse previdenziali private è una vittoria a metà. Necessario l’intervento del Parlamento”
Una vittoria dunque, ma solo a metà come spiega Lazzaro: "La Corte Costituzionale si è pronunciata solo su una parte, non esaminando il vero problema: l'inclusione delle casse previdenziali private nell’elenco redatto dall’Istituto nazionale di statistica (Istat), e quindi il loro essere soggette a misure di contenimento della spesa pubblica".
"La pronuncia, infatti, interviene unicamente l’art. 8, comma 3, del decreto- legge 6 luglio 2012, n. 95, senza nulla dire, invece, su quanto successivamente previsto dalla legge di stabilità 2014, più precisamente al comma 417, dove si spiega precisa che le casse previdenziali private, per escludersi dalle norme previste dalla spending review, possono versare il 15% delle spese sostenute per i consumi intermedi riferiti all'anno 2010. Questa parte non è stata toccata dalla sentenza della Consulta", precisa il Direttore generale dell'Enpaf.
E, proprio su questo punto, Lazzaro sollecita un intervento chiarificatore da parte del Parlamento: "Senza aspettare un ulteriore pronunciamento della Consulta, sarebbe ora auspicabile una risoluzione di tipo legislativo del problema. Insieme alla Fofi – conclude – potremmo sollecitare il Parlamento ad una presa di posizione più netta su quale debba essere il regime di assoggettamento delle casse previdenziali private ad interventi statali di questo tipo. Va dunque chiarito se, enti che non hanno finanziamenti statali possano essere chiamati in causa per misure di contenimento della spesa pubblica, mettendo a rischio anche il proprio equilibrio finanziario".
12 Gennaio 2017
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