Locatelli (Css): “In Italia non c’è ancora questo tipo di allarme”. Ma Repubblica parla di quattro casi sospetti
“In Italia, fortunatamente, non c’è ancora questo tipo di allarme; sono stati segnalati casi in Spagna, in Irlanda, nei Paesi Bassi, in Danimarca oltre che nel Regno Unito. Alcuni casi purtroppo sono anche esitati in forme così rilevanti da necessitare un trapianto di fegato. Ad oggi, non abbiamo nessuna evidenza di correlazione con il nuovo coronavirus; però questi casi testimoniano una volta di più la necessità di avere dei sistemi di monitoraggio epidemiologico straordinariamente efficienti per intercettare tutta quella che è l’emergenza di casi di malattie trasmissibili”.
Così il presidente del Css Franco Locatelli, intervistato questa mattina da Sky Tg24.
Ma nel pomeriggio il quotidiano La Repubblica ha scritto di quattro casi sospetti di bambini italiani ancora da approfondire, di epatite acuta sconosciuta.
Il quotidiano romano scrive che “i centri epatologici pediatrici del nostro Paese, una decina, si sono attivati per chiarire se tra i loro ricoverati ce ne sono alcuni colpiti da una malattia diversa dalle epatiti virali cosiddette non A-non E, cioè quelle più diffuse e le cui cause sono note”. E da questo check sarebbero appunto emersi i quattro casi sospetti finora riscontrati e sui quali si stanno facendo ulteriori accertamenti.
08 Aprile 2022
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