Lorenzin su caos Pronto Soccorso: “Serve più territorio e nuove modalità organizzative”
Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha risposto oggi alla Camera al question time di Giovanni Monchiero (Ci) in merito alla durata della permanenza in pronto soccorso prima del ricovero.
"Il sovraffollamento del pronto soccorso determina una serie di conseguenze negative che pregiudicano sensibilmente la qualità dell'assistenza sanitaria erogata. Mi riferisco ai tempi di attesa, alla diminuita capacità di garantire la sicurezza dei pazienti e di proteggere la loro privacy e riservatezza, e, non da ultimo, all'aumento significativo dei costi. Ecco perché sono sempre più convinta che bisogna rispondere a questa criticità con nuove modalità organizzative, che vanno adattate nei diversi contesti territoriali, ma questa deve essere una vera e propria priorità di sistema, come abbiamo anche inserito nell'ambito del Patto della salute", ha sottolineato la ministra.
In sede di replica Monchiero ha posto a Lorenzin questo quesito: "O i dati di quel sistema di raccolta non sono veritieri oppure questi dati non vengono presi in considerazione seria da nessuno dei programmatori. Non passa anno che gli occhi, i nostri occhi, non vedano, non perché ce lo raccontano, ma perché ce lo fanno vedere, pronti soccorso intasatissimi. Lei stessa ha definito eroi i medici di Nola che curavano i pazienti per terra. Ora, mai come in questo caso è bene citare Brecht: beata la terra che non ha bisogno di eroi. Noi vorremmo davvero che i medici degli ospedali, in particolare i pronti soccorso, potessero godere di strutture che consentissero un ricovero umano e un'assistenza umana dei pazienti. Questo oggi non avviene, le ricette che sino ad oggi abbiamo pensato come risolutive, evidentemente, si sono dimostrate fallaci. Occorre pensare a qualcos'altro".
08 Febbraio 2017
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