M5S: “Conflitto interesse Pani non ostacolerà la candidatura italiana?”
Così i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali commentano la presentazione dell’interpellanza a prima firma Giulia Grillo.
In realtà, stante a quanto scrive oggi il quotidiano Repubblica, il nome di Luca Pani dal board del Chmp sarebbe stato tolto a seguito della scelta di Pani di accettare un incarico di rilievo in un'azienda privata che, ad avviso di Ema, è potenzialmente in conflitto di interesse con l'incarico svolto da Pani nel Chmp dell'Agenzia del farmaco europea. Da qui la decisione di Pani di lasciare Ema ed andare a lavorare nel privato come lui stesso comunica su Facebook.
Sul sito di Ema al posto del nome di Pani, membro del Chmp insieme all’altra italiana Daniela Melchiorri, adesso c’è scritto “awaiting nomination”.
In ogni caso i Cinque Stelle sottolineano nella loro nota “il delicato ruolo del Chmp organo preposto all'autorizzazione dei medicinali nell'Unione Europea, così come sottolineiamo che il Dottor Luca Pani aveva aggiornato il proprio curriculm vitae sul sito dell’Ema poco prima della cancellazione. Insomma, nulla faceva presagire una uscita di scena così imminente rispetto alla quale sorge spontaneo chiedersi: che fine ha fatto la posizione di Luca Pani? E poi: chiunque dovesse prendere il suo posto dovrà superare un bando pubblico oppure ci si affiderà al solito metodo classico, ovvero quello della chiamata diretta sulla base di criteri politici?"
"Proprio perché ci teniamo al fatto che la sede dell’Ema giunga in Italia – scrivono ancora i parlamentari pentastellati – non abbiamo presentato una mozione con impegni al governo generici e retorici, ma abbiamo posto criteri stringenti, come l’assicurare la piena trasparenza di tutte le risorse impiegate e l’indipendenza scientifica per l'interesse generale, evitando qualsiasi conflitto di interesse con le numerose aziende che operano nel settore. Inoltre abbiamo chiesto al governo di sollecitare le amministrazioni competenti affinché utilizzino strutture immobiliari pubbliche senza che ciò comporti, in ogni caso, ulteriori costruzioni di nuovi immobili e a rendere pubblico, fin d’ora, l’impiego delle risorse già destinate ed eventualmente impiegate nonché quelle di futura destinazione, correlate alla candidatura dell’Italia ad ospitare l’Ema, dando evidenza degli affidamenti avvenuti e dei soggetti beneficiari”.
04 Ottobre 2017
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