Mangiacavalli (Ipasvi): “Ssn al collasso egli operatori ne fanno le spese”
“In realtà – prosegue – tutte le retribuzioni dei professionisti del Ssn sono in calo, medici e dirigenti non medici compresi, così come gli organici che nel complesso si riducono dell’1% (-6.447 unità) di cui perdono lo 0,9% rispettivamente personale e medici, il 2% i dirigenti non medici e crolla l’”altro personale” (-5,3%), tra cui i direttori generali, sanitari e amministrativi, che scontano la riduzione delle aziende ormai in atto in quasi tutte le Regioni. Gli unici a restare stabili sono i direttori sociosanitari a cui sempre di più le aziende stanno affidando il difficile compito di organizzare la continuità assistenziale ospedale-territorio”.
“Purtroppo pochi mesi fa – continua Mangiacavalli – già dalle prime anticipazioni del Conto annuale 2014 ci si rendeva conto della situazione sempre più grave degli organici. E bisogna ricordare che dal 2009 al 2013 il Ssn aveva quasi 3.200 infermieri in meno, cifra che ora peggiora drasticamente e raggiunge in cinque anni una perdita di almeno 5mila unità (quasi il -2%). Per di più le anticipazioni del Conto annuale 2015 riportate sempre dalla Ragioneria generale dello Stato, già indicano da dicembre 2014 a settembre 2015 un calo ulteriore del -0,92% del personale del Pubblico impiego. Lo abbiamo detto al Governo e alle Regioni – conclude la presidente Ipasvi -: per garantire i servizi con i nuovi orari Ue servono poco meno di 18mila nuovi infermieri mentre, purtroppo, le misure previste nella legge di stabilità 2016 non riusciranno probabilmente nemmeno a coprire l’emorragia dell’ultimo anno”.
15 Gennaio 2016
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