Moroni (Fed. Cure Palliative): “Nascerà un modello che sarà un punto di riferimento anche per le altre regioni italiane”
“Le cure palliative – spiega la Federazione in una nota – saranno riorganizzate in coerenza con i nuovi Lea e si dota di alcuni degli strumenti organizzativi necessari per aumentare sensibilmente il numero di malati inguaribili che possono essere presi in carico. La delibera valorizza inoltre il contributo che gli Hospice e le Unità di Cure Palliative-Domiciliari potranno portare sul territorio, attraverso lo sviluppo di attività ambulatoriali e di consulenza, anche nelle RSA”.
La delibera regionale, illustra ancora la Federazione Cure Palliative, “rappresenta un modello di cure integrate a più livelli”:
1) “assicura l’integrazione tra ospedale e territorio e tra i bisogni di tipo sanitario e sociale”;
2) “esprime la convergenza tra i modelli diversi, sistema sanitario e sociosanitario”;
3) “istituisce una Rete di Servizi che trovano nel Dipartimento di Cure Palliative il contesto nel quale si garantiscono la continuità e l’appropriatezza dei percorsi e l’identificazione tempestiva del bisogno
di cure palliative”;
4) “il modello organizzativo valorizza il contributo del volontariato e le molte eccellenze, sia nel settore pubblico che nel terzo settore, conciliando la necessità di accompagnare il malato con i principi di libera scelta e di pari opportunità che guidano il Sistema Sociosanitario Lombardo”.
La Federazione Cure Palliative ricorda infine come “la Lombardia è la regione in cui sono nate e si sono sviluppate le Cure Palliative sia grazie al forte impulso di professionisti motivati e del mondo del non profit sia grazie a una normativa regionale che ha spesso anticipato quella nazionale”.
28 Novembre 2016
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