Nursind: “Tempi brevi sul Ccnl, rivedere indennità e incarichi”
“Siamo fiduciosi e determinati a portare avanti in questa nuova tornata negoziale tutti gli obiettivi che avevamo già prefissato a monte della sottoscrizione del precedente contratto. Anzi, possiamo ben dire che aspettavamo con ansia l’avvio di questa trattativa proprio perché fermamente intenzionati a dare un contributo concreto per chiudere il prossimo Ccnl entro l’anno e arrivare così al rinnovo, per la prima volta nella storia della contrattazione, entro la scadenza”.
È quanto ha dichiarato segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, al termine della prima riunione all’Aran sul contratto di comparto 2025-2027.
“A cinque mesi dalla firma dell’accordo 2022-2024, oggi ci siamo seduti nuovamente al tavolo con la consapevolezza che è necessario da un lato fare i dovuti aggiustamenti al testo vigente per migliorare il quadro giuridico e dall’altro aggiornare gli importi economici per ridurre il più possibile il gap tra salario e inflazione. Per noi, infatti, è prioritario rimettere mano al sistema degli incarichi, sia a quelli di elevata e media complessità e sia all’incarico di base. Ma è altrettanto urgente, sul fronte economico, rivedere il sistema delle indennità”.
“Partiamo da un comparto che conta 11mila unità di personale in più rispetto al 31 dicembre 2021 – ricorda il segretario del Nursind – e da una disponibilità economica di 1 miliardo 537 milioni di euro a partire dal 2027 (pari al 5,4 % del monte salari), cui vanno aggiunte altre risorse quali i 445 milioni e i 193 milioni destinati, a decorrere dal 2026, rispettivamente all’indennità di specificità infermieristica e all’indennità di tutela del malato. Nella distribuzione delle risorse però questa volta una corsia preferenziale va assolutamente data al personale turnista”.
Secondo Bottega pertanto, “è necessario valorizzarlo attraverso un aumento dell’indennità notturna e l’estensione del diritto alla mensa o al buon pasto sostitutivo. Non è possibile, infatti – incalza – che tale diritto continui ad essere riconosciuto solo dalla giurisprudenza. Dobbiamo far sì che il Ccnl renda il lavoro disagiato un po’ più attrattivo anche per cercare di tenere in piedi il sistema”.
“Chiediamo di fare presto e bene. Per questo motivo – conclude Bottega – abbiamo dato la nostra piena disponibilità pure ad incontri ravvicinati per chiudere i lavori entro l’estate e firmare la pre-intesa in tre mesi”.
22 Aprile 2026
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