Nursing Up: “Partenza in salita. Servono scelte immediate e coraggiose”
“L’avvio stagione delle trattative per il rinnovo del Ccnl Sanità 2025–2027, sulla base dell’Atto di Indirizzo approvato il 2 aprile scorso, segna subito un punto critico: il riconoscimento formale dell’emergenza infermieristica non si traduce, nei fatti, in soluzioni strutturali”.
Così in una nota il Nursing Up, che sottolinea come il documento adottato dalle Regioni presenti elementi positivi, come le aperture su Age Management (tutele per over 60 e genitori turnisti), ma lascia irrisolti nodi centrali che rischiano di trasformare la modernizzazione del Ssn in un obiettivo solo teorico.
Nel primo giorno di trattativa, Nursing Up evidenzia criticità nette:
– Perdita del potere d’acquisto: aumenti previsti pari al +5,4%, a fronte di un’inflazione cumulata che determina una perdita reale stimata tra il 10% e il 12%.
– Il “vuoto” del 2025: indennità rinviate al 2026, con effetti immediati quasi nulli per i professionisti.
– Sicurezza senza risorse: a fronte di 18.000 aggressioni annue ufficiali, mancano fondi per garantire vigilanza e presidi concreti.
– Diritti fondamentali incerti: mensa e pause restano senza un chiaro riconoscimento nelle priorità regionali.
“L’Atto di indirizzo delle regioni fotografa correttamente alcune problematiche ma certo non le risolve, anzi riteniamo il documento un passo indietro rispetto a quello precedente, parliamo di quello approntato per il triennio 2022/2024. Il sistema continua a reggersi solo sul sacrificio dei professionisti sanitari – dichiara Antonio De Palma, il presidente nazionale – oggi chi cura vale meno del peso che porta sulle proprie spalle. È un paradosso non più accettabile”.
Per superare il vincolo dell’invarianza finanziaria, Nursing Up ha trasmesso all’Aran una proposta chiara:
redistribuire le risorse esistenti tra le diverse famiglie professionali in base alla responsabilità reale, riconoscendo il ruolo centrale delle professioni sanitarie nella tenuta del sistema.
Sul fronte della contrattazione di secondo livello, Nursing Up chiede che una quota del fondo produttività sia legata alla performance assistenziale, per premiare concretamente qualità, risultati e impegno nei reparti, riducendo al minimo discrezionalità e favoritismi nelle progressioni economiche.
“Non siamo davanti a una trattativa come le altre. Qui si decide se il Ssn deve sopravvivere o continuare ad arrancare. Nursing Up non accetterà compromessi al ribasso. Se il nuovo contratto di lavoro non sarà in grado di riconoscere, seriamente, la responsabilità dei professionisti sanitari, la fuga dal pubblico diventerà inarrestabile”, conclude De Palma.
22 Aprile 2026
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