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Aids: verso il “prevention mix”
Aids: verso il “prevention mix”
Aids: verso il “prevention mix”
Non ci sarà un solo modo per prevenire l’infezione da Hiv, ma un mix di strategie mediche e non che, combinate, daranno una protezione prossima al 100 per cento. Sarà probabilmente questo il prossimo passo per circoscrivere l’epidemia di Hiv/Aids secondo quanto discusso nel corso dell’International AIDS Society - Conference on Pathogenesis, Treatment and Prevention of HIV Infection. Una sorta di “prevention mix” in cui ciascuna strategia sopperirà ai limiti
Raltegravir: stessa efficacia ma minori effetti collaterali rispetto a efavirenz
Raltegravir: stessa efficacia ma minori effetti collaterali rispetto a efavirenz
Raltegravir: stessa efficacia ma minori effetti collaterali rispetto a efavirenz
Sono giunti alla vigilia dell’apertura dello IAS 2011 i risultati di uno studio di fase II della durata di 240 settimane (4 anni e mezzo) che ha confrontato raltegravir con efavirenz, entrambi in regime combinato con tenofovir/lamivudine, in 198 pazienti naive adulti affetti da Hiv-1. Il primo, un inibitore dell’integrasi, ha dimostrato un’efficacia simile al secondo (un inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa) nel ridurre la carica virale e nell’aumentare
I trattamenti che hanno cambiato la storia della malattia
I trattamenti che hanno cambiato la storia della malattia
I trattamenti che hanno cambiato la storia della malattia
È il 1996 l’anno della svolta per i malati di Hiv/Aids. Fino ad allora il trattamento prevedeva la somministrazione di un unico farmaco, l’AZT (azidotimidina o zidovidina), dall’efficacia limitata, pesanti effetti collaterali e uno schema terapeutico poco agevole (più di dieci assunzioni al giorno). Finché in quell’anno il Journal of the American Medical Association pubblica nuove raccomandazioni per il trattamento dell’infezione da Hiv che tengono conto delle ultime approvazioni delle
Una storia lunga trent’anni
Una storia lunga trent’anni
Una storia lunga trent’anni
1981: Gli scienziati riportano il primo caso della patologia che sarebbe divenuta in seguito nota come Aids. 1982: È confermata l’epidemia in Africa centrale. È formalmente coniato il termine di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Aids) e vengono definite le tre modalità di trasmissione: sangue, madre-figlio e rapporto sessuale. Viene firmato il documento conosciuto come “Principi di Denver”: nasce il movimento delle persone affette da Aids. 1983: Viene isolato il virus linfoadenopatia-associato (LAV). In seguito diverrà virus dell’immunodeficienza
L’Hiv/Aids in Italia: i nuovi dati dell’Iss
L’Hiv/Aids in Italia: i nuovi dati dell’Iss
L’Hiv/Aids in Italia: i nuovi dati dell’Iss
“Sin dagli inizi dell’epidemia l’Istituto superiore di Sanità monitora l’andamento dell’infezione da Hiv nel nostro Paese e i nuovi dati del bollettino del Centro Operativo Aids, che ci siamo affrettati ad anticipare proprio in vista della Conferenza Internazionale dell’Aids Society ci confermano che sulla diffusione di questa infezione non bisogna abbassare la guardia”. Così Enrico Garaci, presidente Istituto Superiore di Sanità, introduce i nuovi numeri sull’infezione da Hiv resi noti
L’Hiv/Aids nel mondo
L’Hiv/Aids nel mondo
L’Hiv/Aids nel mondo
Ogni 20 secondi nel mondo una persona muore per Aids o per patologie a essa correlate. Fanno 1,8 milioni di decessi l’anno. Mentre sono 7 mila le persone che ogni giorno vengono infettate dal virus Hiv. Una conta tragica, che, dal 1981, ha superato quota 60 milioni nella casella delle persone infettate e 30 milioni in quella dei deceduti. Tuttavia, sembra registrarsi un’inversione di tendenza: alla fine del 2008 le nuove infezioni
Msf racconta la vita con l’Hiv
Msf racconta la vita con l’Hiv
Msf racconta la vita con l’Hiv
Siama Musine vive e lavora a Kibera, un quartiere povero di Nairobi. È sieropositiva e si cura presso la clinica di Medici senza frontiere a Kibera. Ecco come è cambiata la sua vita in questi sei anni di terapia, come testimoniato dal fotoracconto realizzato da Medici senza frontiere. Msf ringrazia Siama, la sua famiglia e l’équipe di Msf a Kibera.
Assobiomedica: “Riforme strutturali per garantire appropriatezza e qualità”
Assobiomedica: “Riforme strutturali per garantire appropriatezza e qualità”
Assobiomedica: “Riforme strutturali per garantire appropriatezza e qualità”
"E' necessaria una regolamentazione delle prestazioni di assistenza territoriale per garantire appropriatezza e qualità dei dispositivi e di pari passo un uso ottimizzato delle risorse”. Ad affermarlo è il direttore generale di Assobiomedica, Fernanda Gellona, intervenuta ieri alla presentazione del I Rapporto sull'assistenza protesica e integrativa che, secondo Gellona, “dimostra quello che la nostra Associazione chiede da tempo, ovvero delle riforme strutturali che vadano incontro alle esigenze di salute dei
Calabrò (Pdl): “La migliore manovra in un momento di difficoltà”
Calabrò (Pdl): “La migliore manovra in un momento di difficoltà”
Calabrò (Pdl): “La migliore manovra in un momento di difficoltà”
“Questa è una manovra che soddisfa, considerando le grandi difficoltà che il Paese sta attraversando. Se poi troviamo anche la maniera di far crescere quelle aree del meridione sottoposte a Piani di rientro, realtà che altrimenti corrono in rischio di rimanere soffocate, credo che l’esito sarà ancora più positivo”. Abbiamo raccolto l’opinione di Raffaele Calabrò, senatore Pdl e componente della commissione Igiene e Sanità, che commenta così la manovra approvata
I senatori del Pdl contro la liberalizzazione delle professioni
I senatori del Pdl contro la liberalizzazione delle professioni
I senatori del Pdl contro la liberalizzazione delle professioni
“Profonda preoccupazione e totale contrarietà per la volontà del Governo  di procedere ad una liberalizzazione delle professioni intellettuali, che arrecherebbe grave pregiudizio per alcuni diritti costituzionalmente sanciti e minerebbe i principi fondamentali quali la garanzia della competenza, l’indipendenza dei professionisti e il controllo etico”. È quanto esprimono 22 senatori del Pdl in una lettera inviata al presidente del Senato, Renato Schifani, al presidente Gruppo Pdl Senato, Maurizio Gasparri, al presidente