PD: ”Giunta e maggioranza tirano dritto, ignorate le richieste dei medici e dei cittadini”
“In aula – prosegue la nota dei consiglieri Dem – abbiamo addirittura assistito ad una surreale lettura delle istanze raccolte in Commissione, spacciate persino per giudizio favorevole delle categorie circa lo scenario attuale della sanità regionale. Sarebbe stato sufficiente seguire gli interventi pubblici degli esponenti delle categorie che si sono susseguiti nelle ultime due settimane per comprendere quanto forti siano le perplessità sulle misure proposte dalla Giunta. Se il fenomeno della carenza dei medici di medicina generale e di operatori sanitari è di livello nazionale, è altrettanto innegabile che in Veneto la situazione è particolarmente grave. Da anni si commette un grave errore di sottovalutazione del problema e di disattenzione riguardo la necessità di costruire davvero, e non sulla carta, una rete di servizi territoriali e di medicina integrata che avrebbe consentito di sopperire a tali carenze”.
I consiglieri dem ricordano di avere proposte correttivi “sui nodi cruciali di tutta questa partita, ovvero l’affidamento di assistiti ai medici di medicina generale in formazione e l’inserimento degli specializzandi all’interno dei servizi di Pronto Soccorso”. Questo “sia per consentire ai medici in formazione di fruire di supporto e tutoraggio anche nello svolgimento dell’incarico temporaneo come medici di medicina generale, sia per chiedere di evitare l’inserimento dei medici al primo anno di specializzazione all’interno dei reparti di emergenza-urgenza. Nulla di questo è stato accolto, passando sopra le richieste emerse nel confronto di Commissione e di fatto chiudendo le porte ad ogni minimo spiraglio di condivisione delle scelte”.
L’assessore Lanzarin, riferiscono i consiglieri del Pd, “ha annunciato in aula che alcune di queste iniziative saranno recepite con provvedimenti successivi: ci auguriamo che alle parole seguano i fatti e che trovino finalmente risposta le istanze avanzate in audizione. Un approccio privo di dialogo e ascolto dei reali bisogni corrisponde infatti ad una rinuncia a costruire un modello veneto come richiesto dai rappresentanti del mondo della sanità”. —
18 Maggio 2022
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