Pd: “Su possibile buco da 1,6 mld Bertolaso non dà risposte”
“Siamo molto preoccupati perché ci pare che le questioni che sono emerse in questi giorni, peraltro chiaramente provenienti da voci interne alla maggioranza e alla stessa giunta, non siano state smentite. Siamo davanti alla prospettiva di un possibile buco riguardante la spesa sanitaria, un problema serio relativo al personale e a ricadute sul territorio e sui cittadini, e la difesa d’ufficio dell’assessore Bertolaso è totalmente infondata rispetto alle preoccupazioni di questi giorni. Ovviamente continueremo a chiedere massima trasparenza e un aggiornamento costante. È chiaro, poi, che tutto ciò si riflette anche su un altro aspetto, che è quello di un Paese nel quale la spesa sanitaria è sottofinanziata. E la destra che governa la Regione Lombardia dovrebbe, come facciamo noi, chiedere al governo di investire molto di più sulla sanità”.
Lo dichiara Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale, a commento della relazione dell’assessore al welfare Guido Bertolaso oggi in Aula rispetto al presunto “buco” di 1,6 miliardi di euro sulla sanità lombarda. Ne aveva parlato Il Giorno la scorsa settimana, e nel silenzio della giunta regionale il Pd, con Majorino, aveva chiesto all’assessore di spiegare in Aula, cosa che è avvenuta oggi.
Aggiunge Carlo Borghetti, capodelegazione Pd in commissione sanità: “Sulla nostra richiesta riguardo alla legittimità delle maggiorazioni tariffarie per le prestazioni ambulatoriali, Bertolaso ha detto che gli extra Lea sono legittimi per le Regioni in pareggio, ma non ha detto con quali fondi abbia coperto quei costi, perché se lo avesse fatto con risorse tratte del fondo sanitario nazionale, crediamo che questo potrebbe costituire un grave problema del quale la Regione può essere chiamata a rispondere da parte del Governo. Bertolaso non ha poi per nulla chiarito se il blocco del personale possa essere stato considerato “aggirato” dalla Regione da parte del Governo: la nostra preoccupazione per il destino delle prestazioni per i pazienti lombardi resta alta, in mancanza di smentite chiare su queste problematiche”.
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10 Marzo 2026
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