Piazzoni (PD): “Saniamo ferita aperta da troppo tempo nel nostro ordinamento”
“La legge è frutto di un lungo percorso, durato quasi due anni e spesso rallentato dall'ostruzionismo, ma portato a conclusione grazie al lavoro di sapiente tessitura del testo della Commissione Affari Sociali, della relatrice Donata Lenzi e del Presidente Mario Marazziti. La legge stabilisce espressamente il principio del consenso libero e informato del paziente, che ha dunque il diritto di rifiutare qualsiasi accertamento o cura, comprese la nutrizione e l’idratazione artificiale, per la prima volta definite puntualmente come trattamenti sanitari. Il medico è tenuto a rispettare tale volontà, salvo siano richiesti trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali".
"Un punto di equilibrio della legge – spiega Piazzoni – che riguarda la disciplina complessiva del consenso informato: il medico può dunque rifiutarsi di compiere atto che ritiene contrario alla sua deontologia, ma in ogni caso la struttura sanitaria, qualunque essa sia, pubblica o privata, è obbligata ad attuare la volontà del paziente. Si stabiliscono il divieto di ostinazione irragionevole nelle cure, la garanzia della terapia del dolore e delle cure palliative e la possibilità di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua. Aspetto fondamentale della legge sono le dichiarazioni anticipate di trattamento (il testamento biologico), ovvero la manifestazione di volontà in vista di un evento futuro che pregiudichi la capacità di autodeterminazione. Ogni persona maggiorenne può rilasciare le proprie volontà in merito a trattamenti sanitari nominando una persona di fiducia (fiduciario) che rappresenti le sue istanze nella relazione con il medico".
"Quest’ultimo – prosegue – deve attenersi a quanto espresso dalle Dat, salvo esse risultino del tutto incongrue rispetto al quadro clinico, basti pensare a divieto espresso di trattamento di fronte ad un evento con perdita di coscienza che, in realtà, determinerebbe in poco tempo recupero della normale attività e non una situazione invalidante perpetua, o quando siano sopravvenute scoperte mediche capaci di risolvere una situazione che, all'epoca della redazione delle Dat, non poteva essere assolutamente prevista".
"La legge oggi approvata – conclude Piazzoni – vuole dare una risposta a tutti quei casi (basti pensare a Piergiorgio Welby o ad Eluana Englaro) in cui cittadini italiani hanno visto aumentare le loro sofferenze per l’assenza nel nostro Paese di una norma di civiltà: la legge che consegniamo al Senato, con l’auspicio sia difesa e rapidamente approvata, vuole scrivere una nuova pagina della nostra storia, dove il rispetto della volontà, delle scelte e della libera autodeterminazione delle persone sia pienamente garantita".
20 Aprile 2017
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza

Riforma medicina generale. Schillaci: “Su case della comunità troveremo quadra. È rivoluzione dalla quale non possiamo tirarci indietro”

La rilevante svolta alla responsabilità civile sanitaria

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: "Veterinario asintomatico, ma con anticorpi"

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. L'Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento