Primi risultati per il farmaco sperimentale MPDL3280A, su diversi tipi di tumore
L’immunoterapia oncologica consiste nell'uso dello stesso sistema immunitario dell'organismo per aggredire ed eliminare le cellule tumorali. L’anticorpo anti-PDL1 MPDL3280A è un farmaco sperimentale progettato per rendere le cellule tumorali più vulnerabili allo stesso sistema immunitario dell’organismo, interferendo con una proteina chiamata PD-L1. Il PD-L1 si trova sulla superficie delle cellule tumorali e si ritiene che agisca come un “segnale di stop”, impedendo al sistema immunitario di distruggere le cellule cancerogene. Il MPDL3280A viene studiato in studi clinici per capire se il blocco del PD-L1 (“la rimozione del segnale di stop”) aiuterà il sistema immunitario a riconoscere ed attaccare il tumore. “L’attivazione del sistema immunitario per eliminare le cellule tumorali è stato a lungo un obiettivo della ricerca sul cancro e siamo entusiasti di essere in prima linea nella sperimentazione di questo approccio”, ha dichiarato Ira Mellman, Vice President, Research Oncology presso Genentech Research and Early Development. “Abbiamo scelto di agire in modo mirato sulla proteina PD-L1 delle cellule tumorali, perché questo approccio potrebbe fornire una risposta duratura e permette il collegamento più stretto al PD-L1 ai fini di identificare dei biomarcatori e dei test diagnostici. Abbiamo anche modificato la regione legante del nostro anticorpo per eliminare il processo chiamato citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente o ADCC. Questa modifica è in grado di migliorare l'efficacia e la sicurezza”.
Il MPDL3280A è analizzato negli studi clinici in monoterapia e con altri farmaci che interferiscono direttamente con il modo in cui il cancro si sviluppa e si diffonde.
I dati relativi al MPDL3280A sono stati presentati all’ASCO in cinque presentazioni orali e un poster:
– Studio sul MPDL3280A, anticorpo anti-PD-L1 ingegnerizzato in pazienti con tumori metastatici o localmente avanzati. Il farmaco ha avuto una percentuale di risposta globale pari al 21%;
– Biomarcatori e associazioni con l'attività clinica del blocco del PD-L1 in uno studio sul MPDL3280A;
– Attività clinica, sicurezza e biomarcatori del MPDL3280A, anticorpo anti-PD-L1 ingegnerizzato in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico (NSCLC). Il farmaco ha avuto una percentuale di risposta globale pari al 21%;
– Attività clinica, sicurezza e biomarcatori del MPDL3280A, anticorpo anti-PD-L1 ingegnerizzato in pazienti con melanoma metastatico (mM) o localmente avanzato. Il farmaco ha avuto una percentuale di risposta globale pari al 29%;
– Attività clinica, sicurezza e biomarcatori del MPDL3280A, anticorpo anti-PD-L1 ingegnerizzato nei pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico (mRCC). Il farmaco ha avuto una percentuale di risposta globale pari al 13% (ma i dati sul carcinoma non sono ancora stati elaborati);
– Attività clinica, sicurezza e biomarcatori del MPDL3280A, anticorpo anti-PD-L1 ingegnerizzato in pazienti con CRC, carcinoma gastrico (GC), SCCHN o altri tumori localmente avanzati o metastatici.
Durante l’aumento della quantità di farmaco somministrato non è stata osservata nessuna dose massima tollerata, nessuna tossicità limitante la dose o nessun decesso correlato al trattamento. La maggior parte degli eventi avversiè consistita in eventi transitori digrado 1/2. Gli eventi più comuni hanno incluso aumento degli enzimi epatici (AST o ALT), infiammazione dell'intestino crasso (colite) e glicemia alta (iperglicemia).
Tutti i dettagli sul meeting annuale ASCO 2013 si possono trovare nell'iPlanner ASCO: http://iplanner.asco.org/am2013#. Sulla base dei risultati di questi studi, Roche e Genentech stanno avviando degli studi registrativi per indagare il MPDL3280A nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC). Questi studi integreranno unadiagnostica correlata sperimentale. Roche eGenentech stanno, inoltre, valutandoulteriori studi sul MPDL3280A in altri tipi di cancro, in monoterapia e in combinazione con altri farmaci, tra cui bevacizumab e vemurafenib.
04 Giugno 2013
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