Punti nascita. Ricerca Siared. “Fondamentale la presenza dell’anestesista rianimatore”
Punti nascita
L’analisi ha riguardato fino ad oggi 197 punti nascita italiani (85 al Nord, 60 al Centro, 52 al Sud) per un totale di 232.282 parti in un anno, pari al 41% dei parti in Italia. Il campione è stato selezionato con una prospettiva di sviluppo legato agli indirizzi legislativi, ossia la graduale chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti e la riduzione dei punti nascita sotto i 1000. Delle strutture prese in considerazione, il 47% effettua meno di 1000 parti l’anno e il 53% più di 1000 parti l’anno. Nel dettaglio, in 26 ospedali si effettuano meno di 500 parti l’anno, in 66 tra 500 e 1000, in 80 tra 1000 e 2000, in 24 oltre i 2000.
Guardia Anestesia e Rianimazione
Tra i dati di maggior rilievo c’è il fatto che il 21,5% dei punti nascita non ha la guardia di anestesia e che circa il 20% non ha la guardia di rianimazione. In 5 punti nascita non esiste nè guardia di anestesia, nè di rianimazione. Soltanto il 13,6% degli ospedali ha la guardia anestesiologica dedicata alla ostetricia, ma per la maggior parte si tratta di punti nascita che effettuano oltre i 1000 parti l’anno.
Guardia Neonatologo e/o Pediatra
Analoga è la situazione per il neonatologo o pediatra h24. In particolare, il neonatologo di guardia è presente nel 28,9% dei punti nascita per lo più in ospedali in cui si effettuano oltre i 1000 parti l’anno, mentre la guardia pediatrica è presente più di frequente.
Gestione emergenza
In assenza del neonatologo, l’anestesista rianimatore si trova spesso a fronteggiare l’emergenza neonatale in prima persona o come supporto al pediatra. L’indagine SIARED, mostra infatti che il coinvolgimento dell’anestesista rianimatore nella rianimazione neonatale, avviene sempre nel 31% delle strutture, percentuale che sale al 58% delle strutture quando ci si trova di fronte a casi complessi.
Strategie anestesiologiche per il parto cesareo
Su 232.282 parti, 72.419 sono tagli cesarei, pari al 32,2%, con un’incidenza maggiore (34,3%) nelle strutture che effettuano meno di 500 parti all’anno, ben oltre il 20% indicato come obiettivo del Ministero della Salute.
Per quanto riguarda il tipo di anestesia utilizzata, nei parti cesarei programmati la scelta dell’anestesia locoregionale è ormai generalizzata, tale tecnica viene utilizzata meno frequentemente nel caso di tagli cesarei urgenti.
Partoanalgesia
Nel 30% dei punti nascita non esiste l’offerta della partoanalgesia. Se si considerano anche i punti nascita in cui l’offerta copre pochissimi casi, la percentuale dei centri in cui il parto indolore non viene praticato in maniera strutturata sale al 45%, mentre nel 55% degli ospedali viene svolta regolarmente, sebbene spesso con restrizioni di orari. In generale la percentuale di ospedali che offrono la partoanalgesia varia in base alle dimensioni delle divisioni di ostetricia registrando un’offerta maggiore quando il numero di parti è più elevato.
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27 Aprile 2012
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