Question time/2. Epatite C: “Si punta a far emergere i casi ‘sommersi’ per ridurre il numero delle nuove infezioni”
Ad annunciarlo oggi in Aula alla Camera è stato il ministro della Salute, Giulia Grillo, rispondendo all'interrogazione presentata da Beatrice Lorenzin (Misto-Cp) sulle iniziative volte a proseguire il piano di eradicazione dell'epatite C.
Questa la risposta integrale del ministro Grillo:
"Grazie, Presidente, desidero assicurare subito che l'attenzione e l'impegno del Ministero della salute nella lotta contro l'epatite virale continuano ad essere elevati e costanti; proseguono, infatti, nel pieno rispetto delle indicazioni del piano dell'OMS, nonché in coerenza con gli obiettivi identificati nel piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali dei virus B e C. Non vi è dubbio che risulta particolarmente difficile avere dati precisi sul numero di pazienti affetti da epatite C cronica o da un'infezione non diagnosticata, per la quale, dunque, restano in attesa di accedere alle cure.
Bisogna ricordare, infatti, che l'epatite C è una patologia che raramente si manifesta con un episodio acuto; nella maggior parte dei casi, rimane a lungo asintomatica, venendo diagnosticata solo a seguito di esami di controllo, oppure di analisi effettuate per altri motivi. Il decorso subdolo di questa infezione comporta, quindi, una notevole sotto notifica dei casi, con i conseguenti rischi sia in termini di ulteriore degenerazione della malattia che di ulteriore propagazione della stessa, a causa della sottovalutazione, appunto, delle possibilità di contagio.
Per quanto sussistano, dunque, difficoltà nella effettiva misurazione dei soggetti infetti, è pur vero che la sostenibilità del Sistema sanitario richiede un particolare impegno per evitare che si pervenga troppo facilmente a una eccessiva sovrastima del fenomeno, con le conseguenze negative, che si possono ben immaginare, sulla spesa farmaceutica. Così, nel tentativo di acquisire dati precisi sull'incidenza e la prevalenza dell'epatite cronica HCV correlata sono state previste dal nuovo sistema di segnalazione delle malattie infettive, PREMAL, specifiche schede di segnalazione per le epatiti C e B croniche. Tuttavia, anche dopo tale accorgimento, resta insoddisfacente la proporzione di nuovi casi effettivamente notificati.
Per ridurre drasticamente il numero delle nuove infezioni è essenziale, quindi, far emergere i casi sommersi, attraverso una diagnosi precoce dell'infezione virale per poter indirizzare i pazienti alla terapia più efficace. E per raggiungere questo obiettivo in atto sono state portate avanti alcune iniziative; da una parte, nelle nuove modalità di segnalazione si terrà conto non solo dei casi di epatite conclamata, ma anche di quelle di positività ai markers epatitici che indicano la presenza dell'infezione virale, ma non ancora l'inizio del processo infiammatorio vero e proprio e, dall'altra parte, si intende incrementare gli esami di screening che, però, non possono essere fatti in maniera indiscriminata, per cui si stanno dando dei parametri, indicando ai medici di medicina generale di effettuare questi esami ai pazienti con più di 55 anni e che hanno presentato episodi di ipertransaminasemia, con pregressi interventi chirurgici, trasfusioni o simili.
Quanto alla possibilità di uniformare i sistemi di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale, desidero, infine, informare che è stato istituito un apposito gruppo di lavoro, incaricato di redigere un percorso diagnostico terapeutico assistenziale di valore nazionale, nonché di elaborare linee di indirizzo uniformi per il follow-up dei pazienti guariti".
In sede di replica Beatrice Lorenzin (Misto-Cp) ha dichiarato: "Ovviamente, ci rendiamo conto tutti dell'importanza della diagnosi precoce rispetto a questa malattia. La preoccupazione delle associazioni dei pazienti è che le regioni, in vista dell'esaurimento del Fondo, rallentino le iniziative di reclutamento dei pazienti. Per questo è estremamente importante che il Ministero vigili, in modo tale che siano reclutati questi pazienti e gli si eviti un decorso della malattia molto più gravoso sia per la loro salute, per i pazienti, per la possibilità di infezione di altre persone, che per il Sistema sanitario stesso, poiché, oggi, il costo del farmaco è tale che è stato tolto appunto dal settore dell'innovazione ed è diventato accessibile per il Sistema sanitario.
Apprezziamo che lei abbia fatto riferimento anche all'epatite B e non soltanto all'epatite C per gli obiettivi di eradicamento dell'Oms. Sappiamo come noi in questi anni abbiamo combattuto in modo fortissimo l'esplosione di epatite B, soprattutto infantile, grazie alla vaccinazione e, in particolare, alla vaccinazione che avviene nell'esavalente nei primi tre mesi di vita. Questo è un altro fattore importante; io spero che lei tenga presente questa questione nel dibattito che si sta avviando al Senato su un altro tema, ma strettamente correlato a questo, come quello della legge sui vaccini".
10 Aprile 2019
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