Salvatore Scondotto (Aie): “Lo sguardo si concentra sulle diseguaglianze della salute nella divaricazione nord-sud”
"È vero che incidenza e mortalità si sono complessivamente ridotte – aggiunge Scondotto -, ma con maggior evidenza nel centro-nord e, relativamente alla prima, soprattutto nelle fasce di età più avanzata. L’osservazione rivolta ai cosiddetti 'tumori da screening' contribuisce a chiarire la perplessità. La diminuzione della mortalità dei tumori del colon-retto si verifica soprattutto per il contributo del Centro-Nord, a fronte di un aumento significativo dell’incidenza nel Sud. Forte è la suggestione che ciò avvenga per effetto di una globalizzazione alimentare che incrocia un territorio in cui i programmi di screening non si sono ancora adeguatamente affermati".
"Infatti, anche per il tumore della mammella la mortalità si è ridotta soprattutto nel Centro-Nord. Nel caso di uno dei più importanti big killer, il tumore del polmone – spiega il presidente Aie -, la riduzione omogenea dell’incidenza nel genere maschile e lo speculare aumento in quello femminile, con maggiore evidenza nelle fasce d’età più avanzate, testimonia la valenza culturale associata storicamente all’abitudine al fumo, ma anche il contenimento dell’esposizione a cancerogeni occupazionali. Interessante sarà osservare però prospetticamente l’incidenza di questa neoplasia anche in funzione dell’inquinamento da polveri sottili, nonché della tiroide in aumento sull’intero territorio nazionale".
"Sono soltanto alcune delle sollecitazioni che provengono dai dati di questa interessante monografia. Volendo comunque focalizzarne la principale – afferma -, lo sguardo si concentra sulle diseguaglianze della salute, appena accennate dalla divaricazione nord/sud che le analisi mettono in luce, ma che rappresenta soltanto l’epifenomeno di una differenza sociale più che geografica, tanto da costituire ovunque una variabile collineare con numerose esposizioni ambientali".
"Nel momento in cui la patologia neoplastica imbocca un trend negativo – prosegue Scondotto -, è bene rivolgere l’attenzione a quella parte di popolazione in cui i fattori di rischio, spesso in solido con la carenza assistenziale, giocano un ruolo prevalente. La possibilità di una loro mappatura e monitoraggio sistematici in un determinato Paese, a partire dalla ricchezza d’informazioni offerte dalla rete dei registri tumori, consentirebbe d’investigare in dettaglio queste diseguaglianze, di stabilire quale peso sia ad esse attribuibile, in termini d’incidenza e di mortalità, nonché quali azioni ed aggiustamenti dello stesso sistema sanitario appaiano indispensabili per mitigarne gli effetti".
"Tutta la storia dell’epidemiologia – conclude – ci insegna quanto questo approccio abbia favorito il raggiungimento di più alti livelli di salute e benessere".
Testo tratto dalla monografia I tumori in Italia – Trend 2003-2014
29 Marzo 2019
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