Scotti (Fimmg) a Bonaccorti: “Ci perdiamo tutti tranne chi fa pubblicità ‘inconsapevole’ e chi la finanzia”
"Appare incredibile – dice Scotti in una nota – che ci si scusi rispetto ad uno spot che ha il volto della stessa persona che pochi giorni prima, in una sala del Senato in un convegno, parla di aggressività e invidia sociale come peccato nazionale di questo Paese. Facendo in quella sede, affermazioni del tipo: 'L'epidemia di aggressività e di invidia sociale in atto è pericolosa, e infettivi sono i suoi corollari di denigrazione strumentale, che deviano l’informazione e fanno prevalere la percezione indotta. Ci perdiamo tutti. Vince solo Tafazzi'. E poi dopo pochi giorni compare in uno spot che fa pubblicità all'aggressività legale contro i medici deviando 'l'informazione' e facendo 'prevalere la percezione indotta'".
"Bisognerebbe che la signora Bonaccorti – scrive Scotti – si rendesse conto che l'aggressione velleitaria sulla sanità determina una perdita economica sul Fondo sanitario nazionale, visto che le aziende sanitarie sono tenute in primis al risarcimento e comunque alle spese legali, oltre che a seguito della perdita di motivazione dei professionisti medici anche ai costi per la medicina difensiva, insieme questi costi sottraggono risorse per curare i pazienti e determinano infine che sempre meno medici scelgono di fare i chirurghi, gli ortopedici e tutte le specialità mediche con maggiori rischi".
"La domanda che farei alla Bonaccorti a questo punto è, chi è il Tafazzi: il medico che pure nelle sue fragilità, facendo in modo che siano le minori possibili, cerca di assistere un paziente oppure il paziente che lo attacca velleitariamente, su promesse economiche di una holding di avvocati, gli unici che si arricchiranno, rischiando in futuro di avere un Ssn che avrà solo i soldi per pagare i risarcimenti e non per curare le persone che tanto non saranno curate poiché di Tafazzi che scelgano di fare i medici non ce ne saranno più? Su una cosa sono d'accordo con la Bonaccorti ci perdiamo tutti tranne chi fa pubblicità 'inconsapevole' e chi la finanzia che sono gli unici che ci guadagnano".
30 Dicembre 2018
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