Silvana Stecca. Approvvigionamento dei biosimilari in Piemonte: il modello della gara centralizzata
Come direttore della Farmacia Ospedaliera della Città della Salute e della Scienza di Torino ho avuto modo di prendere parte a una gara per l’approvviggionamento di farmaci biosimilari a livello regionale. È stata un’esperienza positiva, sia nell’ottica di assicurare risorse compatibili con un regime di risparmio – i farmaci innovativi incidono per il 10% sulla spesa farmaceutica totale – sia dal punto di vista della continuità terapeutica, perché è stata riservata una quota di acquisto del farmaco originatore, laddove il medico ne rilevasse la necessità.
I farmaci biosimilari sono sicuri, e la certificazione arriva dagli enti regolatori preposti. Come farmacista ospedaliera ne consiglio l’uso nei pazienti naive. L’indicazione è quella di avviare questi pazienti alla terapia con farmaci biosimilari.
Recentemente, l’ospedale Molinette ha bandito una nuova gara centralizzata per l’acquisto di farmaci biosimilari. Nel capitolato non è stata fissata una quota per l’acquisto del farmaco originatore, ma il medico che ne ravvisasse la necessità di impiego deve fare richiesta motivata alla farmacia dell’ospedale, che provvederà ad acquistarlo.
Dove è possibile migliorare il modello?
Il modello è migliorabile proprio su questo aspetto. I clinici possono fare farmacovigilanza, che non significa solamente segnalazione degli eventi avversi, ma anche l’eventuale inefficacia del farmaco. In questo senso, noi farmacisti ospedaliera osserviamo un po’ di “pigrizia” da parte dei medici. Su farmaci biosimilari arrivano pochissime segnalazioni. Alcuni reumatologi hanno segnalato un’efficacia minore rispetto ai farmaci originatori, mentre dai dermatologi arriva una sostanziale soddisfazione per i biosimilari. Sull’aspetto della farmacovigilanza è bene sensibilizzare tutti gli attori del percorso terapeutico: medici, infermieri ed anche pazienti. Tutti possono contribuire a definirei meglio il profilo di questi farmaci.
21 Marzo 2016
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