Sip: “C’è un buco di 3 mila operatori a fronte di 44 mila pazienti in più”
Ecco il dato che ha fatto scattare l’allarme: a confronto con il 2016, si nota un deciso aumento degli assistiti all’interno dei vari servizi di salute mentale: si passa infatti da 807 mila a 851 mila. C’è invece una lieve riduzione delle prestazioni erogate, facilmente spiegabile verificando il numero degli addetti ai servizi di salute mentale, sceso di 2894 unità, con un trend costante e allarmante. Un dato, questo si, preoccupante, in linea con una situazione generale che vede un calo vistoso degli addetti alla sanità più in generale (medici, infermieri, professionisti sanitari).
“Il personale – non dimentichiamolo, dice Zanalda – è la maggiore risorsa dei servizi di salute mentale. La distribuzione delle varie figure all’interno di questo ambito è praticamente sovrapponibile. Significa una minore copertura del turnover fisiologico rispetto ai pensionamenti. Un dato doppiamente preoccupante, vista la difficoltà anche a reperire specialisti in psichiatria”.
Altri dati sono abbastanza sovrapponibili. Ma tutti alla fine riflettono quelli precedenti. Le giornate di presenza nelle strutture residenziali sono incrementate in maniera significativa: oltre 1000 utenti in più, un dato che, per valutarne l’impatto, va confrontato con la spesa dell’assistenza territoriale in gran parte dovuta proprio alle strutture residenziali. Ed è da correlare alla mancanza di personale da utilizzare sul territorio. Un dato positivo è la diminuzione della durata media del trattamento residenziale (scesa da 673 giorni a 515, quindi oltre 150 giorni meno di media). Ridotti anche gli accessi alle strutture semiresidenziali: si usano meno i centri diurni e i dayhospital e più le strutture residenziali.
Restano costanti i dati sul numero di dimissioni, la degenza media ospedaliera (12,7 giorni vs. 12,9 giorni) mentre è in aumento il già abbondante numero di accessi al pronto soccorso anche per patologie psichiatriche, circa il 3% del totale. Va però considerato che dei pazienti che accedono in PS per cause psichiatriche, solo il 13% viene poi ricoverato in psichiatria. Gli altri vengono rimandati a casa o ricoverati in altri reparti. Di questo 13% le principali diagnosi riguardano schizofrenia o psicosi, un dato confermato rispetto al report precedente. Stabile anche la spesa per i farmaci. Un lieve aumento per antidepressivi e antipsicotici, in regime convenzionato. La distribuzione diretta è scesa, di poco per i primi, di molto per i secondi (da 114 ml a 88 ml). Il costo dell’assistenza psichiatrica è aumentato (da 75 euro in media pro capite a 78 euro). Anche il costo complessivo è aumentato da 218 milioni a 220 milioni.
26 Giugno 2019
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