Snami: “No ad obbligo, medici e pazienti a forte rischio contagio”
“E’ prevalsa la linea della obbligatorietà imposta ai Medici che dovranno svolgere sui pazienti i test per i tamponi rapidi – dice Angelo Testa, Presidente nazionale Snami – Non siamo assolutamente disposti a transigere sui diritti dei Medici di Medicina Generale e sulla tutela della loro salute e delle loro famiglie, ecco perché lo Snami non ha firmato e rigetta l’intesa”.
“Imporre l’obbligatorietà avrà come conseguenza mettere a rischio la salute Medici anziani o con patologie pregresse e lo stesso vale per i pazienti – sostiene Salvatore Cauchi, addetto stampa nazionale Snami – e se poi qualche paziente sottoposto a tampone rapido risultasse positivo, quali protocolli bisognerebbe attivare? Dovremmo noi stessi sospendere l’attività lavorativa e lasciare i nostri pazienti senza assistenza sanitaria”.
I vertici Snami “non condividono le posizioni della Fimmg e del loro segretario nazionale Silvestro Scotti e lo invitano a ripensarci anche prendendo in considerazione la non unanimità di vedute all’interno della Fimmg stessa”.
“Basta considerare quello che è stato scritto dalla Fimmg Alto Adige-Sudtirol – ricorda Gennaro Caiffa ,vicesegretario nazionale Snami – I medici di Bolzano parlano di “difficoltà applicative” dell’accordo e altre realtà italiane si stanno esprimendo in tal senso”.
“Il Medico di Assistenza Primaria deve avere la libertà di scegliere se somministrare i test ai pazienti oppure astenersi – conclude Angelo Testa – perché viceversa sarebbe costretto ad andare allo sbaraglio per il rischio concreto del contagio, in un contesto di poca sicurezza per se e i propri assistiti”.
30 Ottobre 2020
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