Spesa farmaceutica. I dati a livello globale
Se i mercati dei paesi industrializzati, inclusi Stati Uniti, Europa e Giappone, contavano nel 2006 per oltre il 70% della spesa globale, nel 2016 scenderanno ad appena il 57% del totale: ciò sta giù accadendo per via della scadenza di un numero significativo di brevetti di farmaci “di marca”, ma anche per una più lenta crescita della spesa e per una necessità più impellente di contenere i costi. Al contrario, la spesa dei paesi emergenti passerà dal 14% del 2006 al 30% nel 2016, visto il boom sia economico che demografico che si ha in queste realtà.
La spesa aumenterà dunque a livello internazionale a causa degli tassi di crescita di mercati come Brasile, India e Cina, dove la classe media sta diventando più benestante e può dunque per la prima volta permettersi di comprare farmaci con prescrizione.
Tuttavia, va specificato che non è ancora chiaro se questo aumento dei costi per i farmaci si tradurrà direttamente in un aumento dei costi della Salute. “Molti medicinali potrebbero valere l’investimento che si fa nel comprarli, e quindi portare a risultati migliori nella lotta alle patologie e nella riduzione dei ricoveri, soprattutto per malattie complesse come il diabete”, ha spiegato Michael Kleinrock, direttore del settore ricerca e sviluppo all’IMS Institute for Healthcare Informatics.
In tutto il mondo le 20 aree di cura più importanti (da oncologia, diabete e farmaci per l’asma, ad antivirali e farmaci contro i deficit di attenzione nei bambini, passando per vaccini e antiretrovirali) saranno responsabili per il 42% del totale della spesa.
L.B.
21 Marzo 2013
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