STANDARD OSPEDALIERI. La sintesi del nuovo Regolamento. Posti letto al 3,7 per mille abitanti. Tetti anche per le strutture accreditate
Una gestione dei posti letto che dovrà comunque avvenire con la massima flessibilità, per assicurare la maggiore dinamicità organizzativa rispetto alla domanda appropriata di ricovero con un occhio attento alle necessità dei pronto soccorso nell’ambito dell’emergenza urgenza. Per questo si raccomanda l’informatizzazione della disponibilità dei posti letto per aree geografiche.
E ancora per quanto riguarda le strutture ospedaliere private accreditate, dal 1 gennaio 2015 saranno accreditate solo quelle con una soglia non inferiore a 60 pl per acuti, ad esclusione di quelle mono specialistiche per le quali decideranno le regioni in base alle necessità locali. Mentre le strutture già accreditate al 1 gennaio 2014, quelle che non raggiungono la soglia dei 60 pl potranno ricostituirsi o fondersi con altre strutture in un soggetto giuridico unico. L’obiettivo è raggiungere la piena operatività entro il 1° gennaio 2017 e la soglia complessiva di posti letto non potrà comunque essere inferiore agli 80 pl.
Sono queste solo alcune delle novità del provvedimento che ridefinisce gli standard qualitativi, strutturali e tecnologici e quantitativi degli ospedali italiani per il triennio 2014-2016 contenute nel provvedimento iscritto all'ordine del giorno della Conferenza.
Un provvedimento rimasto in attesa per più di un anno (vedi anticipazione su Qs) e che ora arriva alla firma della Stato Regioni, con numerose novità appunto, per affiancare il nuovo Patto per la salute a cambiare così l'assetto del sistema sanitario.
Cambiamenti che però, secondo le anticipazione degli assessori, potrebbero avere bisogno di un'ulteriore disamina E quindi il provvedimento potrebbe slittare, probabilmente prima della chiusura estiva.
Comunque, tra le finalità primarie dei nuovi standard, oltre alle coordinate su come attuare il taglio dei posti letto, c’è anche quella di definire meglio la funzione ospedaliera alla luce dei nuovi bisogni e della integrazione con la medicina territoriale. E a questo scopo una delle atout da giocare sarà quella della telemedicina per la gestione di alcune patologie come lo scompenso cardiaco, le bronco pneumopatie croniche e il diabete.
10 Luglio 2014
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