Stasi (Calabria): “Avanti col Patto per la Salute”
“La Calabria – ha specificato – si avvia alle fasi terminali del piano di rientro, ed ha quasi raggiunto il riequilibrio del bilancio sanitario regionale. Ma ora comincia la fase più delicata e pericolosa”.
“Il Presidente Scopelliti e tutti i manager stanno lavorato per la riduzione delle spese, attraverso serrate azioni di controllo e monitoraggio e con l'introduzione di nuove procedure e modi di governare la spesa. Sono state eliminate sacche di sprechi – ha aggiunto la Vicepresidente Stasi – il blocco del turnover ha riequilibrato i numeri relativi alle risorse umane impiegate, i ricoveri impropri sono diminuiti drasticamente ed il tasso di ospedalizzazione è rientrato nei parametri medi nazionali. Ma ora bisogna procedere con il rilancio e primo fra tutti occorrerà procedere finalmente allo sblocco del turnover in forma più consistente rispetto al 15% concesso. Apprezziamo da parte del Ministro l'aver accolto la richiesta pervenuta dalla conferenza delle Regioni in merito alla necessità di rivedere le norme che regolano i piani di rientro, e riscrivere insieme con le regioni le nuove regole. La Sanità in Calabria e in quasi tutte le Regioni del sud ha bisogno di essere aiutata, e questo è un grido d'allarme che il Presidente Scopelliti ed i Presidenti delle altre Regioni meridionali hanno lanciato da tempo”.
“La Regione – ha detto la Stasi – ha dimostrato che in merito all'acquisto di beni e servizi i costi medi nel 2011 e 2012 sono stati mediamente inferiori alla media nazionale, pertanto ben venga il riequilibrio attraverso l'applicazione dei costi standard. Ma quello che occorre recuperare più di tutti è la sperequazione esistente in termini di trasferimenti statali. Infatti ogni cittadino calabrese prende 1704 euro, contro una media nazionale di 1851 euro, dunque 147euro in meno rispetto ad altri cittadini italiani”.
“Questi fondi in più, pari a circa 280 milioni di euro ogni anno – ha concluso la Vicepresidente Stasi – consentirebbero alla regione di uscire velocemente dal piano di rientro, ma, soprattutto consentirebbero subito nuovi investimenti per dare slancio e riequilibrare la tipologia di servizi sanitari erogati rispetto alle regioni del nord e, dunque, recuperare in termini di competitività per abbattere la mobilità extra regione”.
18 Giugno 2013
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