Troise (Anaao): “Definanziamento settore mette a rischio sopravvivenza Ssn”
Non consola il modesto incremento di spesa sanitaria registrato nel 2014, soprattutto se si considera che siamo scesi sotto la soglia, non solo psicologica del 7% in rapporto ad un PIL in recessione, e che, secondo il DEF, solo nel 2030 arriveremo ai valori del 2010, condannati a vedere crescere il gap con i nostri vicini, presto concorrenti, europei. Non meraviglia nemmeno che le Regioni canaglia in piano di rientro abbiano ridotto i livelli di deficit dopo la applicazione a larghe mani di tasse, ticket e tagli. C’è da chiedersi a che prezzo, visto che il miglior modo di risparmiare è non curare, e da vedere se il cavallo riuscirà a sopravvivere dopo avere imparato a non mangiare.
Nè consola che il loro divario qualitativo con le altre Regioni non sia aumentato: cristallizzare le disuguaglianze vuol dire condannare mezzo paese ad un diritto dimezzato, rompendo coesione sociale e unità nazionale. Le differenze nella stessa garanzia dei LEA rimangono tali da trasformarsi in divaricazione tra differenti aree e stessi cittadini. La verità – conclude Troise – è che il definanziamento della sanità pubblica è arrivato ad un punto tale da essere incompatibile con il dettato costituzionale e la stessa sopravvivenza di un servizio sanitario pubblico e nazionale. Ma Governo e Regioni continuano a fare orecchie da mercante.
Costantino Troise
Segretario nazionale Anaao Assomed
27 Maggio 2015
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