Zaia (Veneto): “Chiedo tolleranza zero e controlli a tappeto in tutta Italia”
“E’ un fatto insopportabile per ogni italiano per bene – aggiunge il Governatore – e lo è ancor di più per il Veneto e i veneti. Ogni anno veniamo criticati – evidenzia il governatore – perché il Veneto ha la spesa pro capite in ticket sanitari, circa 60 euro, più alta d’Italia, il che viene falsamente presentato come se il Veneto avesse ‘i ticket più alti d’Italia’, mentre da noi non esistono ticket imposti dalla Regione, ma solo quelli nazionali, per di più modulati il più in basso possibile”.
“Significa – conclude Zaia – che i veneti le cure se le pagano rispettando pur discutibilissime regole nazionali, cosa che non accade in altre parti del Paese dove si tende a fare il contrario. E siccome parliamo di soldi pubblici, significa che chi non paga, di fatto ruba dalle tasche dei cittadini onesti”.
Articoli correlati:
25 Giugno 2018
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi

Paziente recupera la vista con trasloco biologico, SOI: “Molte domande restano senza risposta, serve rigore scientifico”

Enpam. Durigon: "Controlli in corso". M5S: "Compensi da 1 milione ai vertici e conflitti di interessi"

Estati torride, l'aria condizionata non è sostenibile sul lungo periodo. Gli scienziati cercano alternative

Case della Comunità. Dai medici agli infermieri fino agli specialisti: stop ai professionisti ‘solitari’ ma un'unica squadra per il paziente. Da Agenas il testo finale delle linee guida per il lavoro in équipe

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi

Paziente recupera la vista con trasloco biologico, SOI: “Molte domande restano senza risposta, serve rigore scientifico”

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”