Zampa: “Troppe le donne in Pronto Soccorso poiché vittime di violenze. Il quadro è ancora preoccupante”
È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
“Il 57% degli accessi è di donne che hanno tra i 18 e i 44 anni, il 24,4% hanno tra 45 e 64 anni, mentre le minorenni costituiscono il 14,3% del totale e le donne con più di 64 anni sono il 4,3%. Se due accessi su tre avvengono perché la donna si reca in Pronto Soccorso di propria iniziativa, quasi un accesso su quattro richiede l’intervento del 118. Al 37% di accessi di donne minorenni è assegnato un triage dopo la visita giallo e al 2% un triage rosso. Nelle donne adulte più del 70% degli accessi in Pronto Soccorso di donne adulte è caratterizzato da un triage verde” – aggiunge Zampa, che ricorda come “il problema principale riscontrato nel 44% degli accessi in Pronto Soccorso è il trauma, più frequente nelle donne over 35, mentre in più del 70% degli accessi il tipo di trauma rilevato è l’aggressione e il 14% degli accessi è caratterizzato da incidente domestico più frequente nelle donne over 65”.
Il lockdown imposto dal Covid-19 ha aggravato gli episodi di maltrattamento tra le mura domestiche.
“L’emergenza pandemica provocata dal coronavirus – spiega la Sottosegretaria – ha di fatto acuito il fenomeno della violenza contro le donne: basti pensare al Numero Rosa 1522, che tra marzo e giugno 2020 ha registrato un numero di chiamate, sia telefoniche sia via chat, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.
Nel corso del 2020 il Ministero della Salute, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, si è impegnato nella formazione delle operatrici e degli operatori attivi per il contrasto alla violenza maschile contro le donne. Iniziato il 29 gennaio 2020, il progetto si è concluso il 29 settembre 2020 e ha visto il coinvolgimento di 26.347 professionisti che operano presso o in collegamento con 642 Pronti soccorso di tutte le Regioni italiane.
“È fondamentale utilizzare modelli d’intervento coordinati, multidisciplinari ed inter-istituzionali, che rispondano in modo efficace ai bisogni delle vittime di violenza. È necessario garantire protezione fisica, strutture d’accoglienza in emergenza, aiuto sanitario, psicologico, legale, economico e un accompagnamento in un nuovo progetto di vita che porti la donna a superare il maltrattamento subito” – conclude Zampa.
25 Novembre 2020
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