Zavattaro: “Ecco i risultati ottenuti dall’Asl Lanciano-Vasto-Chieti grazie a me”
Ecco i dettagli sui risultati che Zavattaro ha voluto elencare in una nota diffusa sul sito dell’Azienda
1) Conti risanati
Grazie a una rigorosa azione di revisione dei costi e contenimento della spesa, l’Azienda, che all’atto della fusione, a fine 2009, mostrava una perdita di 46 milioni di euro, è arrivata a chiudere il 2012 con saldo in attivo, al netto delle sopravvenienze passive legate alla messa in Liquidazione Coatta Amministrativa della compagnia assicuratrice Faro S.p.A., contraente della polizza per responsabilità civile verso terzi, che ha costretto la Asl ad assumere ulteriori iniziative per la rideterminazione degli oneri da iscrivere al fondo rischi. Allo stesso modo per la gestione 2013, all’esito della corretta rideterminazione del conguaglio di mobilità, è stato comprovato un utile di esercizio.
2) Investimenti per rinnovo attrezzature
Dal 2011 al 2015 sono stati investiti 24,9 milioni di euro per l’adeguamento del parco tecnologico aziendale, fatto in gran parte di apparecchiature datate e obsolete. La somma più cospicua, pari a 22 milioni, è stata destinata all’alta tecnologia, in particolare mammografi, Tac a 64 e 128 strati, angiografi, colonne endoscopiche, robot chirurgico, nuovo acceleratore lineare.
3) Risorse umane
E’ stata condotta un’attenta politica di gestione delle risorse umane, collegata alla rimodulazione delle unità operative. I numeri raccontano scelte mirate a dimensionare gli organici in maniera adeguata alle nuove esigenze assistenziali, privilegiando l’area sanitaria rispetto a quella amministrativa, sempre nel rigoroso rispetto dei limiti di spesa previsti dal Piano di rientro regionale.
Al primo trimestre 2015, il personale assunto a tempo indeterminato è di 4.854 unità, di cui 2.479 infermieri, 1.074 medici, 716 tecnici e 423 amministrativi.
4) Percorsi oncologici
Sono stati attivati i percorsi diagnostico-terapeutici per i tumori del seno, prostata, colon e polmone. SI tratta di una modalità che prevede un approccio integrato alla malattia, il cui percorso di cura prevede l’apporto di un’équipe mulltidisciplinare composta da tutti gli specialisti coinvolti, il chirurgo, l’oncologo, il radioterapista, che affrontano e discutono il caso in modo congiunto, mentre la gestione di tutte le fasi (esami e successivi controlli) sono affidati a un infermiere “case manager”.
5) Modello Ortona
La Certificazione Eusoma conquistata dal Percorso senologico aziendale, che vede nel ruolo di protagonista l’ospedale di Ortona, dove si concentrano i casi tumore al seno, sia nella fase di diagnosi che di cura, rappresenta un’esperienza da replicare. La specializzazione e i volumi di attività, infatti, rappresentano una garanzia di qualità nell’assistenza, il plus che viene cercato nelle migrazioni fuori regione, quando per il trattamento di una patologia importante si scelgono strutture con una elevata expertise e casistica numerosa.
Quello del “Bernabeo” è un modello che ha siglato il successo di un ospedale di piccole dimensione, che ha saputo trovare e investire su una specializzazione, facendo squadra intorno a un progetto comune.
6) Il valore dell’intensità di cura
Due storie simili, sotto il denominatore comune dell’assistenza organizzata per intensità di cura, che ruotano intorno alla scelta di trattare a Chieti i casi più complessi, e a Vasto e Ortona quelli più semplici. L’obiettivo è dare ai malati l’assistenza più appropriata nel luogo giusto, in base alla severità della patologia e del quadro clinico. Un modello che ha portato la Asl a scalare la classifica dello “Sportello cancro” redatta dal Corriere della Sera nella cura dei tumori del pancreas e apparato digerente, e della prostata e rene. Si tratta di una classifica che include tutte le strutture italiane che si occupano di tumori, suddivisi per categorie, ordinati in base al numero di interventi e ricoveri eseguiti in un anno, e all’Indice Medicare, un parametro che consente di valutare la complessità globale dell’attività di un ospedale. I dati, riferiti al 2013, documentano una crescita esponenziale per entrambe le specialità: per la chirurgia del pancreas, fegato e vie biliari l’ospedale di Chieti ha guadagnato 69 posizioni, passando dal 139° posto del 2012 al 70° del 2013. Cifre alla mano, dunque, Chieti è diventato il primo ospedale abruzzese nel trattamento delle neoplasie del pancreas (i casi operati al SS. Annunziata superano la somma di tutti quelli trattati in Abruzzo). Risultato analogo per i tumori di tipo urologico: per la prostata Chieti ha guadagnato 168 posizioni, collocandosi all’86° posto nella graduatoria nazionale (a fronte del 254° conquistato nel 2012) e al primo posto in Abruzzo (dove l’anno precedente era 5°) L’adozione del modello a intensità di cura ha prodotto risultati anche nel campo delle neoplasie del rene e delle vie urinarie, dove gli ospedali di Vasto e Chieti hanno guadagnato rispettivamente 8 e 46 posizioni.
22 Maggio 2015
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