Aggressione medici a Roma. Ordine dei Medici ai giornalisti: “interrompere lo scandalismo”

Aggressione medici a Roma. Ordine dei Medici ai giornalisti: “interrompere lo scandalismo”

Aggressione medici a Roma. Ordine dei Medici ai giornalisti: “interrompere lo scandalismo”

“Il rischio zero non esiste. Bisogna farlo capire ai cittadini”. A questo scopo il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Mario Falconi, chiede che Governo, Parlamento, Regioni e all’Ordine Nazionale dei Giornalisti si facciano “promotori di un’inderogabile e incisiva campagna d’informazione” per diffondere “maggiore consapevolezza tra i cittadini” sui limiti della medicina.

“Solidarietà alla famiglia ma mai giustizia sommaria: spetta alla Magistratura fare chiarezza”. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Mario Falconi, condanna l’aggressione a danno dei medici messa in atto dai parenti del giovane Mauro Ponticelli deceduto sabato scorso al San Filippo Neri di Roma. Riguardo all’eventuale responsabilità dei medici sulla morte del ragazzo, “ribadiamo, ancora una volta e con totale fermezza, che chi sbaglia deve rispondere del suo errore a prescindere dalla professione che svolge: quindi non faremo mai difese corporative o preventive dei nostri iscritti e aspetteremo sempre le conclusioni di chi ha il compito di indagare sui fatti”, precisa Mario Falconi sottolineando che, però, “rimane il problema, ormai insostenibile, che presso l’opinione pubblica si continuano a classificare come errori professionali anche quelle circostanze imprevedibili e ingestibili dalle attuali conoscenze della scienza. I cittadini devono avere coscienza che in medicina il rischio zero non esiste e che anche un atto in teoria elementare, come ad esempio un’appendicectomia, può avere conseguenze gravi o drammatiche se si concatenano problemi diversi e non preventivabili dal medico”.
Per Falconi occorre quindi “interrompere il circuito negativo e pericoloso di un’informazione che troppo spesso privilegia sensazionalismo e scandalismo su casi di malasanità, veri o presunti, e si ricongiunge alla pretesa, consolidata nella società, che la guarigione sia sempre possibile, dovuta e senza rischi. Soltanto un cambiamento culturale, promosso sinergicamente da tutti gli attori istituzionali che hanno responsabilità nel sistema sanitario, può ridare obiettività e serenità a un contesto dominato da aspettative esasperate e da paura di sbagliare. E con la paura nessuno agisce e reagisce al meglio”.
Il presidente dell’Ordine di Roma ha poi affermato che “i veri colpevoli” dei casi di malasanità sono “coloro che non mettono in campo soluzioni appropriate. Bisogna intervenire tempestivamente sulle cause oggettive alla base di alcuni reali errori umani e procedurali quali ad esempio: ambienti di lavoro non idonei, turni stressanti, dilagare della precarizzazione, assenza di meritocrazia, formazione poco incentrata sulla parte umanistica. Tutto ciò rappresenta il ‘sistema sanità’ – chiarisce Falconi – e non può essere imputato al solo medico o infermiere che di questo sistema sono solo una delle componenti. Nell’organizzazione delle strutture sanitarie si deve finalmente dare spazio unicamente al merito e alla più totale trasparenza, dando al cittadino il diritto di sapere e la possibilità di scegliere. Non si può mettere più una toppa qua e là: il sistema va corretto nel suo insieme”.
 
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07 Dicembre 2010

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