Aggressioni ai sanitari, Fnovi: “50% dei veterinari consultati è stato vittima. Violenza mette a rischio la comunità”

Aggressioni ai sanitari, Fnovi: “50% dei veterinari consultati è stato vittima. Violenza mette a rischio la comunità”

Aggressioni ai sanitari, Fnovi: “50% dei veterinari consultati è stato vittima. Violenza mette a rischio la comunità”

La Federazione dei Veterinari (FNOVI) in occasione della Giornata nazionale di prevenzione degli episodi di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, conferma quanto il fenomeno non sia episodico ed evidenzia la necessità di affrontarlo con strumenti adeguati di prevenzione e tutela.

Su 201 medici veterinari, 96 hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di aggressione negli ultimi dodici mesi, una percentuale pare al 47,7%. Sono i dati emersi da una consultazione promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Veterinari italiani (FNOVI) per contribuire alle attività dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie. Questo dato, in occasione della Giornata nazionale di prevenzione degli episodi di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, conferma quanto il fenomeno non sia episodico ed evidenzia la necessità di affrontarlo con strumenti adeguati di prevenzione e tutela.

La Lombardia registra il numero più alto di segnalazioni, seguita da Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel loro insieme, questi numeri restituiscono l’immagine di un disagio diffuso, che attraversa contesti professionali differenti e che non può essere ridotto a fatto occasionale o marginale.

Nella medicina veterinaria il fenomeno delle aggressioni assume forme diverse: può emergere nella pratica clinica, anche privata, nei momenti di urgenza o nelle situazioni ad alto coinvolgimento emotivo che accompagnano il rapporto con l’animale, così come nei contesti legati ai controlli ufficiali. In tutti questi ambiti, i medici veterinari svolgono una funzione di rilievo pubblico: tutelano la salute e il benessere animale, contribuiscono alla sicurezza alimentare e concorrono alla protezione della salute collettiva.

“Rinnoviamo l’impegno a promuovere una cultura che condanni con fermezza ogni forma di violenza e che riconosca il valore di chi ogni giorno si prende cura della salute degli altri. Perché ogni aggressione non colpisce solo la persona coinvolta: indebolisce il rapporto di fiducia, compromette la qualità dell’assistenza e mette a rischio la sicurezza di tutta la comunità. Se vogliamo costruire una società più consapevole, più sicura, più forte, esiste una sola vera medicina: il rispetto” è il messaggio di Fnovi, affidato ai canali social della Federazione.

12 Marzo 2026

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