AI e Digitale: sfide e opportunità per il mondo della salute. Studio Ocse fotografa crescente domanda di competenze in sanità

AI e Digitale: sfide e opportunità per il mondo della salute. Studio Ocse fotografa crescente domanda di competenze in sanità

AI e Digitale: sfide e opportunità per il mondo della salute. Studio Ocse fotografa crescente domanda di competenze in sanità
Lo studio valuta anche il potenziale impatto di Generative AI (GenAI) e robot avanzati (AR) su 1.600 mansioni sanitarie statunitensi. Ne emerge una mappa complessa che vede i ruoli più esposti all’automazione, che svolgono mansioni ripetitive e standardizzate, facilmente replicabili da AI e robot. Invece, ruoli come medici di famiglia e infermieri richiedono un'interazione umana insostituibile

Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale (AI) offrono un potenziale enorme per supportare i professionisti sanitari, migliorare la produttività e garantire cure più personalizzate. Un nuovo studio dell’OCSE, basato sull’analisi di quasi 55,5 milioni di offerte di lavoro online in Canada, Regno Unito e Stati Uniti, evidenzia come il settore sanitario si stia adattando alla rivoluzione digitale. Tra il 2018 e il 2023, le offerte di lavoro che richiedono competenze digitali rappresentano il 2-6% delle professioni sanitarie di prima linea e fino al 13% per i ruoli non clinici. In particolare, emerge un forte interesse per la gestione delle informazioni sanitarie, la telemedicina e la sicurezza informatica, a conferma di una sanità sempre più data-driven e interconnessa.

L’analisi dell’OCSE rivela che la richiesta di competenze AI specifiche in ruoli sanitari rimane contenuta (tra lo 0,2% e lo 0,3% delle offerte totali), ma cresce in ambiti come la gestione amministrativa e la ricerca clinica. In Canada e negli Stati Uniti, le offerte di lavoro AI-related nei ruoli non clinici sono passate dallo 0,5% allo 0,6%, segno che l’AI è già integrata in settori come l’analisi predittiva e la gestione automatizzata dei dati. Tuttavia, l’uso dell’AI spesso non compare esplicitamente negli annunci di lavoro, perché queste tecnologie si integrano nelle mansioni esistenti piuttosto che creare nuovi ruoli. Radiologi e infermieri, ad esempio, usano strumenti AI per diagnosi e monitoraggio, senza che queste competenze siano sempre elencate nei requisiti.

Lo studio valuta anche il potenziale impatto di Generative AI (GenAI) e robot avanzati (AR) su 1.600 mansioni sanitarie statunitensi. Ne emerge una mappa complessa che vede i ruoli più esposti all’automazione, che svolgono mansioni ripetitive e standardizzate, facilmente replicabili da AI e robot. Invece, ruoli come medici di famiglia e infermieri richiedono un’interazione umana insostituibile. In mezzo, ci sono figure come fisioterapisti o tecnici di laboratorio, per cui AI e robot possono aumentare l’efficienza in alcune attività, senza sostituire la componente umana. Nel complesso, circa il 31% dell’occupazione sanitaria negli USA è considerata esposta a un potenziale di aumento della produttività grazie a GenAI e AR, mentre solo il 4,3% è potenzialmente automatizzabile e lo 0,6% è ad alto rischio di sostituzione

La ricerca OCSE sottolinea come la transizione digitale richieda politiche mirate per la formazione continua. Professionisti come infermieri e assistenti medici, con un potenziale alto di augmented work, dovrebbero ricevere formazione avanzata su strumenti come cartelle cliniche elettroniche, piattaforme di telemedicina e tecnologie indossabili. Per i ruoli più a rischio, invece, servono programmi di reskilling e mobilità professionale, per garantire che i lavoratori possano trovare nuove opportunità e non siano esclusi dal cambiamento. Infine, l’adozione dell’AI in sanità impone standard rigorosi in tema di privacy e sicurezza dei dati, per proteggere le informazioni sensibili dei pazienti e garantire un uso etico e responsabile delle tecnologie emergenti. L’integrazione dell’AI e delle tecnologie digitali nel settore sanitario rappresenta un’opportunità senza precedenti per migliorare l’efficienza, la qualità e l’accessibilità delle cure. Tuttavia, la sfida è duplice: da un lato, formare una forza lavoro pronta a sfruttare queste innovazioni; dall’altro, garantire che la trasformazione digitale vada di pari passo con l’attenzione ai diritti dei pazienti e alla dignità dei lavoratori. In Italia, sarà cruciale sfruttare appieno le risorse del PNRR e colmare il divario digitale, puntando a una sanità più moderna, equa e centrata sulla persona.

28 Maggio 2025

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