Anaao Assomed. “Su contratto pronti a iniziative sindacali se le Regioni si oppongono alle nostre richieste”

Anaao Assomed. “Su contratto pronti a iniziative sindacali se le Regioni si oppongono alle nostre richieste”

Anaao Assomed. “Su contratto pronti a iniziative sindacali se le Regioni si oppongono alle nostre richieste”
È quanto si sottolinea nel Documento finale del Consiglio nazionale Anaao Assomed riunito nei giorni scorsi: “Non ci accontenteremo di accordi al ribasso mirando a un contrasto coraggioso e innovativo capace di rispondere alle esigenze dei professionisti”

Sono insoddisfatti per lo stato delle trattative per il rinnovo del Ccnl 2019-2021 in vertici dell’Anaao Assomed. Un rinnovo “segnato dal rifiuto della controparte regionale di accettare miglioramenti nomativi in una tornata contrassegnata da un livello economico incapace di assicurare perfino il recupero del potere d’acquisto degli stipendi” e aggravato anche dal mancato finanziamento del Ccnl 2022-2024 secondo gli indici previsti dalle leggi attuali.

Per questi motivi il Consiglio Nazionale Anaao, riunito nei giorni scorsi in un documento finale, sottolinea come “Appaiono difficilmente evitabili, perdurando lo stallo in atto, iniziative sindacali a difesa dei diritti del lavoro anche perché l’Anaao Assomed non si accontenterà di accordi al ribasso mirando a un contrasto coraggioso e innovativo capace di rispondere alle esigenze dei professionisti”.

Di seguito il Documento finale del Consiglio nazionale Anaao Assomed – Roma 23 giugno 2023

Il Consiglio Nazionale dell’Anaao Assomed, riunito a Roma il 23 giugno 2023, approva la Relazione politica del Segretario Nazionale.

Il Consiglio Nazionale esprime grande soddisfazione per lo stato dell’Associazione, testimoniato dalla consistente crescita di iscritti, dalla solidità finanziaria testimoniata dal bilancio consuntivo 2022 appena approvato, dal successo politico delle sue proposte, come la strutturazione e liberalizzazione delle modalità di reclutamento previste dal Decreto Calabria.

Il Consiglio Nazionale plaude alle iniziative di mobilitazione promosse negli ultimi mesi dall’intersindacale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, il cui successo è certificato dalla loro risonanza mediatica e dalla ampia partecipazione di professionisti e cittadini. Merito non secondario di tali iniziative è stato quello di portare la questione sanità sulle prime pagine dei giornali, nazionali e locali, e ai primi posti dei notiziari.

Il Consiglio Nazionale ritiene ormai evidente che lo stato della sanità pubblica nel nostro paese è quello di un malato bisognevole di terapia urgente e appropriata. La privatizzazione dei servizi sanitari è un fatto comune a tutte le Regioni, come la crescita dei tempi di attesa che non permette di recuperare le decine di milioni di prestazioni ancora da erogare, lasciando a gran parte della popolazione la scelta tra aspettare o pagare. La mortalità per tumori è segnalata in crescita anche per i ritardi nei tempi di diagnosi e di terapia.

La narrazione della carenza di medici non può essere ridotta a errori di programmazione, che pure ci sono stati. Essa attiene anche alla governance delle aziende, al ruolo dei professionisti al loro interno, alla struttura e tempistica dei contratti di lavoro. Perché chi fugge cerca, anche se non soprattutto, orari più flessibili, maggiore autonomia professionale, minore burocrazia, un ambiente di lavoro che valorizzi le loro competenze e permetta, soprattutto alle donne che nella Dirigenza medica e sanitaria hanno sorpassato gli uomini, anche tra i nostri iscritti, di dedicare più tempo alla propria vita privata. La soluzione non può essere individuata nelle esternalizzazioni, nelle cooperative, nel privato, fino ad arrivare a una vera e propria sostituzione di sistema con lo smantellamento del Ssn. O limitarsi a semplici promesse di “un maggior finanziamento per retribuire meglio gli operatori sanitari”. Non esiste la sanità senza ospedali e non esistono ospedali senza medici.

Il miglioramento delle condizioni di lavoro passa inevitabilmente attraverso modifiche legislative e contrattuali. A tal proposito il Consiglio Nazionale esprime la propria insoddisfazione per lo stato delle trattative per il rinnovo del Ccnl 2019-2021 segnato dal rifiuto della controparte regionale di accettare miglioramenti nomativi in una tornata contrassegnata da un livello economico incapace di assicurare perfino il recupero del potere d’acquisto degli stipendi. E intanto manca ancora il finanziamento del Ccnl 2022-2024 secondo gli indici previsti dalle leggi attuali. Appaiono difficilmente evitabili, perdurando lo stallo in atto, iniziative sindacali a difesa dei diritti del lavoro anche perché l’Anaao Assomed non si accontenterà di accordi al ribasso mirando a un contrasto coraggioso e innovativo capace di rispondere alle esigenze dei professionisti.

Il Consiglio Nazionale esprime la volontà di contrastare il progressivo declino della sanità universalistica per come la conosciamo, il disegno in atto di privatizzare la sanità italiana, iniettandovi generose dosi di mercato, di sostituire la necessaria stagione di assunzioni con il lavoro a cottimo e la ipocrisia di distinguere dentro un unico bilancio la spesa per il personale da quella per beni e servizi.

Il Consiglio Nazionale impegna gli organismi dirigenti a mettere in atto tutto quanto ritenuto necessario per raggiungere un obiettivo comune, salvare il Ssn con una chiara, forte e decisa idea: il Servizio Sanitario Nazionale non si svende, si difende.

27 Giugno 2023

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