Anaao: “Sanità pubblica a rischio morte”. Entro l’estate possibili proteste

Anaao: “Sanità pubblica a rischio morte”. Entro l’estate possibili proteste

Anaao: “Sanità pubblica a rischio morte”. Entro l’estate possibili proteste
Il Consiglio nazionale del 23 maggio deciderà se proclamare lo stato di agitazione ed eventualmente concordare con gli altri sindacati un'iniziativa entro l’estate. “Occorre richiamare Governo e Regioni all'urgenza di interventi che diano risposta ai bisogni dei cittadini ed al malessere dei professionisti”.

La segreteria nazionale dell’Anaao Assomed lancia l’ennesimo allarme sulle sorti del Ssn che, “stretto tra definanziamento e spending review e paralizzato da conflitti istituzionali, fino al blocco della distribuzione alle Regioni del Fondo Sanitario 2012, appare sempre meno in grado di garantire la propria sostenibilità economica, la esigibilità dei diritti costituzionali di tutti i cittadini ed il miglioramento delle condizioni professionali di Medici e dirigenti sanitari”.
 
Per questo la segreteria del sindacato si prepara a chiedere al proprio Consiglio Nazionale convocato il 23 maggio la dichiarazione dello stato di agitazione ed il mandato a concordare con le altre organizzazioni sindacali Mediche e della dirigenza sanitaria una iniziativa entro l’estate “per richiamare Governo e Regioni alla urgenza di interventi che diano risposta ai bisogni dei cittadini ed al malessere dei professionisti”.

Ecco, in particolare, le criticità segnalate dalla segreteria nazionale dell’Anaao Assomed.

1. lo stallo in cui versa il ddl sul “governo clinico”, ostaggio di un inaccettabile conflitto tra Regioni e Parlamento che vanifica i sia pur timidi miglioramenti organizzativi;

2.    la assenza di proposte sulle sorti della libera professione intramoenia allargata, in scadenza al 30/06/2012, caduta nel dimenticatoio e nella indifferenza generale;

3.    la avanzata di tavoli tecnici a sostegno dell’incremento delle competenze delle professioni sanitarie, in una logica antagonistica rispetto ai tradizionali ambiti della professione medica, e della espansione della Università in ambito assistenziale;

4.    il peggioramento delle condizioni del lavoro dei medici e dirigenti sanitari, sempre più gravose e rischiose;

5.    l’abuso persistente di contratti atipici, non coerenti con la attività assistenziale;

6.    il prolungato, assoluto e diffuso blocco del turnover che sta portando al collasso molti Servizi sanitari regionali;

7.    lo scippo delle risorse economiche della contrattazione aziendale, attraverso interpretazioni di comodo delle leggi;

8.    un taglio drastico e strumentale delle strutture complesse e semplici, e quindi delle possibilità di carriera;

9.    la progressiva caduta di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario, particolarmente accentuata nelle Regioni sottoposte a piano di rientro;

10.  la scure che, nell’ambito della spending review, si prepara a calare ancora una volta sulla sanità.
 

14 Maggio 2012

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