Anelli (Fnomceo) alla Politica: “Bene la mozione di Fi. Risolleviamo insieme il nostro Ssn”

Anelli (Fnomceo) alla Politica: “Bene la mozione di Fi. Risolleviamo insieme il nostro Ssn”

Anelli (Fnomceo) alla Politica: “Bene la mozione di Fi. Risolleviamo insieme il nostro Ssn”
La mozione presentata alla Camera da sette deputati del Gruppo parlamentare di Forza Italia che impegna in sei punti il Governo accoglie osservazioni e istanze della Fnomceo stessa e dei sindacati di categoria. “Auspichiamo che sia presto approvata dall’Assemblea della Camera”

Una mozione in sei punti per risollevare il Servizio Sanitario Nazionale, ponendo un argine alla carenza di specialisti, smaltendo l’imbuto formativo e sbloccando il turnover del personale sanitario.
 
A presentarla nella seduta di ieri dell’Assemblea della Camera, sette deputati del Gruppo parlamentare di Forza Italia, primo firmatario Roberto Novelli, componente della XII Commissione Affari Sociali.
 
La mozione riprende, citandole, molte osservazioni e istanze della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), dell’Anaao Assomed, della Funzione Pubblica Cgil Medici, della Società italiana Sistema 118.
 
“Siamo molto fiduciosi che finalmente il vento sia cambiato e che, in maniera del tutto trasversale e bipartisan, la Politica abbia recepito le nostre istanze, facendo propri alcuni punti fondamentali per la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, a quarantuno anni dalla sua fondazione – afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Innanzitutto, il fatto che a mancare siano gli specialisti e i medici di medicina generale ma non certo i medici laureati, che anzi sono, in più di diecimila, intrappolati nell’imbuto formativo, il collo di bottiglia tra la laurea e la specializzazione. Poi, la necessità, per colmare questa carenza – al di là di soluzioni tampone più o meno fantasiose – di aumentare le borse e di recuperare quelle che oggi vanno perse perché abbandonate a percorso iniziato, per arrivare, nel medio-lungo periodo, ad allineare il numero delle lauree con quello dei percorsi di specializzazione. Infine, ultima ma non per ultima, la volontà di aumentare gli stanziamenti e di varare un piano di assunzioni del personale medico e sanitario. Queste richieste dimostrano che anche la Politica ha finalmente compreso che non si può fare la Sanità senza i medici”.
 
“Auspichiamo dunque che questa Mozione, che, pur provenendo dall’opposizione, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda delle dichiarazioni più volte rilasciate dal Ministro Speranza, sia presto approvata dall’Assemblea della Camera – conclude – rinnoviamo inoltre l’invito al Ministro perché apra, insieme alle professioni sanitarie, un Tavolo sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, per risolvere insieme questa ed altre questioni che ancora affliggono la nostra sanità e rendono i cittadini diseguali nell’accesso alle cure”.     
 
Ma ecco i sei punti sui quali la mozione impegna il Governo:
 
1) a stanziare già nel prossimo disegno di legge di bilancio le opportune risorse per incrementare il Fondo sanitario nazionale, quantificabili in 10 miliardi di euro in tre anni, quale livello minimo di finanziamento per cominciare ad affrontare le principali criticità;
 
2) a varare un piano straordinario di assunzioni del personale sanitario e personale medico specializzato, una parte del quale oggi lavora a partita Iva;
 
3) ad adottare tutte le iniziative volte a rendere la formazione medica maggiormente legata al fabbisogno e alla programmazione del Servizio sanitario nazionale, dove comunque l'università svolga un ruolo di coordinamento delle attività didattiche e di ricerca e di collaborazione con le strutture ospedaliere diffuse sul territorio;
 
4) a finanziare con il prossimo disegno di legge di bilancio almeno 2.000 ulteriori borse, così da arrivare ad almeno 10 mila borse statali, a cui aggiungere le borse regionali, minimizzando il più possibile il rapporto neo laureati/borse e, quindi, l'imbuto formativo;
 
5) ad avviare una efficace programmazione pluriennale che tenga conto delle esigenze future del sistema, nonché una complessiva riorganizzazione delle specializzazioni, che neutralizzi il fenomeno degli abbandoni, pari a circa 500 l'anno;
 
6) ad adottare iniziative normative volte a recuperare i fondi delle borse abbandonate, che oggi vanno persi, per riassegnarli in gran parte per il finanziamento dei contratti di formazione specialistica dei medici.

03 Ottobre 2019

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