Anestesti-Rianimatori. Alessandro Vergallo confermato presidente Nazionale Aaroi Emac

Anestesti-Rianimatori. Alessandro Vergallo confermato presidente Nazionale Aaroi Emac

Anestesti-Rianimatori. Alessandro Vergallo confermato presidente Nazionale Aaroi Emac
L’elezione nel corso dell’XI Congresso nazionale appena concluso a Bergamo. L’Assemblea ha inoltre approvato una mozione articolata in diversi punti. Tra questi, il rinnovo contrattuale: “In mancanza di ‘requisiti minimi’, no grazie, preferiamo il contratto vecchio”, è la posizione dell’Aaroi Emac. Chiesta poi maggiore qualità e sicurezza del lavoro. Prevista infine l’istituzione di una scuola sindacale permanente per la formazione degli iscritti.

Alessandro Vergallo è stato confermato Presidente Nazionale dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica con il 94% dei voti a Congresso. L’elezione è avvenuta a Bergamo nel corso dell’XI Congresso Nazionale Aaroi-Emac che si è svolto dal 28 al 30 Settembre.

I 193 Delegati – in rappresentanza degli oltre 10800 Iscritti all’Associazione – hanno inoltre eletto Teresa Matarazzo Vice Presidente Area Nord, Cesare Jesu Vice Presidente Area Centro ed Emanuele Scarpuzza, Vice Presidente Area Sud. Coordinatore dell’Ufficio Esteri è stato eletto Quirino Piacevoli.

Nel corso dei tre giorni congressuali sono stati inoltre dibattuti i principali temi legati alla professione medica in tutti i suoi aspetti relativi all’organizzazione del lavoro, della sicurezza e dignità professionale, della formazione e in generale dell’attività sindacale che l’Associazione intende portare avanti in un’ottica di sempre maggiore coinvolgimento degli Iscritti, ma anche dei pazienti.

“L’Aaroi-Emac 3.0 – come è stata definita nel corso del Congresso – sarà, infatti, sempre più la voce puntuale degli Iscritti che subiscono quotidianamente le pesanti conseguenze di decisioni politiche sbagliate e allo stesso tempo si farà, ancor di più, garante della salute dei cittadini che non possono conoscere tutti i dettagli dello smantellamento ordito ai danni della sanità italiana”, spiega l’associazione in una nota.

L’Assemblea congressuale ha inoltre approvato all’unanimità una mozione articolata in diversi punti. Tra questi il primo riguarda il rinnovo contrattuale. E’ stato infatti deciso che – in mancanza di “requisiti minimi” – l’Aaroi Emac risponderà: “NO grazie, preferiamo il contratto vecchio”. Proposta che verrà avanzata anche alle altre Organizzazioni Sindacali per il raggiungimento di una posizione comune.

“Il rinnovo contrattuale della Dirigenza Medica – ha affermato Vergallo nel corso di un intervento – rischia di trasformarsi in un incubo se non ci porremo nelle condizioni di scongiurare in qualche modo un “contratto in perdita” le cui premesse sono pessime. Il risparmio economico investirà inevitabilmente il nostro nuovo CCNL all’interno del Pubblico Impiego. Anzi, l’ha già investito, da ultimo con la reiterata proposta, derivante anche da un atto di indirizzo ancora emanando ma i cui contenuti, sostanzialmente, ricalcheranno lo slogan governativo ‘Togliere ai ricchi per dare ai poveri’, nel quale slogan abbiamo una parte importantissima: quella dei ‘ricchi’. È frustrante, dopo 8 anni di fermo contrattuale e di blocchi economici, questa aggettivazione che ci addita come capri espiatori di un disagio sociale conseguente ad una crisi economica che di certo non risparmia i medici, soprattutto quelli che come noi hanno nel lavoro ospedaliero la sola sostanziale fonte di reddito. Noi diciamo che le condizioni e la remunerazione delle nostre competenze professionali, cioè il nostro lavoro, non possono diventare una foresta di Sherwood dove lo Sceriffo di Nottingham si traveste da Robin Hood”.

Un altro punto della mozione riguarda la dignità alla qualità e alla sicurezza del lavoro, sia dal punto di vista della formazione specialistica, sia da quello inerente l’aggiornamento professionale, sia quello della necessaria serenità lavorativa. “Ogni giorno noi dedichiamo gran parte del nostro tempo al lavoro – ha sottolineato il Presidente Aaroi Emac -, conosciamo bene che cosa voglia dire lavorare con organici ridotti, con orari di lavoro in cui lo straordinario, per lo più non riconosciuto, è la norma, sappiamo più che bene che la mancanza di requisiti minimi di sicurezza è rischiosa sia per noi sia per il paziente. Ma i riflettori della politica si accendono unicamente quando c’è un caso di presunta ‘malasanità’, accusa con la quale veniamo messi alla gogna ben prima che siano accertate le reali responsabilità, spesso imputabili – invece – alla mancanza dei requisiti minimi di sicurezza che, ascoltati a fatica, reclamiamo da sempre. Sono di questi giorni le inqualificabili dichiarazioni del Ministro Lorenzin sul caso di decesso dopo trapianto di cuore che hanno offeso quanti ogni giorno lavorano per salvare vite attraverso i trapianti d’organi”.

La mozione prevede anche l’istituzione di una scuola sindacale permanente che assicuri la formazione degli Iscritti sui diritti/doveri legati all’attività lavorativa e che produca modelli di gestione organizzativa rivolti ai Direttori di Unità Operativa.

02 Ottobre 2017

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