Arresto cardiaco. Troppe morti evitabili. Servono più soccorritori qualificati

Arresto cardiaco. Troppe morti evitabili. Servono più soccorritori qualificati

Arresto cardiaco. Troppe morti evitabili. Servono più soccorritori qualificati
Senza di loro avere anche il defibrillatore non serve a niente. Obiettivo: 500mila soccorritori formati e ben qualificati contro gli attuali 35mila. Se ne parlerà al congresso del Giec in programma a Napoli dal 26 settembre. Tra le proposte, un corso obbligatorio per chi si accinge a conseguire la patente di guida. 

Sarà Napoli a ospitare la 20° edizione del Congresso Nazionale del Gruppo per l’intervento nelle emergenze cardiologiche (Giec) “Come prevenire l’arresto cardiaco: dal farmaco al defibrillatore”, in programma il 26 e il 27 settembre presso il Centro Congressi dell’Università Federico II in via Partenope.

Circa 800 gli specialisti dell’emergenza cardiologica provenienti da tutta Italia che si sono dati appuntamento per accendere un faro di approfondimento sulla prevenzione dell’arresto cardiaco e sulla cura delle patologie ad esso correlate. Si tratta di una malattia che continua a essere una delle principali cause di morte: nel nostro Paese il 10% dei decessi, un attacco di cuore ogni 19 minuti per un totale di 60mila vittime l’anno.

Un argomento tornato al centro dell’attenzione dopo i tragici eventi che hanno riguardato personaggi del mondo dello sport. Tra questi il calciatore Piermario Morosini e il pallavolista Vigor Bovolenta morti durante l’attività agonistica. La formazione qualificata dei soccorritori che, assieme alla diffusione dei defibrillatori rappresenta l’unica strada percorribile per ottenere risultati concreti. L’obiettivo fissato dal Giec è di raggiungere, entro la fine del 2014, i 500.000 soccorritori formati e qualificati, a fronte dalle circa 35.000 unità distribuite sul territorio nazionale. Un dato che evidenzia la lontananza dal gold standard (in Campania si contano circa 15.000 soccorritori su 5.000.000 di abitanti, circa il 3%). Non dissimile la situazione per quel che riguarda la diffusione dei defibrillatori. Il decreto Balduzzi aveva fissato l’obiettivo minimo a non meno di 50.000 dispositivi, ma se ne contano appena 10.000.

“Le emergenze in campo cardiologico – dice il professor Maurizio Santomauro del Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia dell’Università Federico II di Napoli, presidente Nazionale Giec e del congresso – rappresentano un nervo scoperto per la sanità pubblica italiana, ulteriormente mortificata dall’ultimo Decreto del Fare che ha cancellato in un sol colpo i timidi segnali di progresso contenuti nel dispositivo legislativo “Balduzzi” e 25 anni di battaglie”.

Il Governo Letta ha abolito l’obbligo della certificazione sportiva e dell’elettrocardiogramma. “Ma la vera priorità – continua Santomauro – resta la formazione di soccorritori qualificati, in grado di intervenire in maniera tempestiva e adeguata prima con il massaggio cardiaco e, quando necessario, anche con il defibrillatore. Senza questa preziosa figura, il dispositivo serve a poco come dimostra il caso del calciatore Morosini deceduto nonostante la presenza, allo stadio Adriatico di Pescara di almeno 3 defibrillatori”.

Partendo da questa consapevolezza il Giec ha avanzato, per impulso del Presidente Santomauro, una serie di proposte come quella al ministero dei Trasporti di istituire un corso obbligatorio di primo soccorso per chi si accinge a conseguire la patente (automobilistica o nautica), così come già avviene in Svizzera e in quasi tutti i Paesi europei. “Un provvedimento analogo – aggiunge il presidente – dovrebbe essere adottato dalle scuole e dalle Università. Per queste ultime almeno per i corsi di laurea che riguardano le professioni sanitarie”.

Durante i lavori congressuali si discuterà anche della prevenzione primaria, cioè delle pratiche e degli stili di vita da adottare nella vita quotidiana per allontanare i rischi di patologie cardiovascolari (lotta al fumo, alimentazione sana, pratica di sport etc.). Previsto anche un focus sul consumo di energy drink e di bevande simili (tutte ricche di caffeina) per potenziare le prestazioni, anche sessuali.
 

25 Settembre 2013

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