Medici. Scontro tra Ministero Salute e Fnomceo. Anelli: “Disagio professione troppo alto, verso nuovo sciopero”. Schillaci: “Sempre incontrato medici, Federazione non è sindacato”

Medici. Scontro tra Ministero Salute e Fnomceo. Anelli: “Disagio professione troppo alto, verso nuovo sciopero”. Schillaci: “Sempre incontrato medici, Federazione non è sindacato”

Medici. Scontro tra Ministero Salute e Fnomceo. Anelli: “Disagio professione troppo alto, verso nuovo sciopero”. Schillaci: “Sempre incontrato medici, Federazione non è sindacato”
Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici scende in campo e all’Ansa segnala come l’aumento di 17 euro in manovra è “davvero nulla” e poi boccia l’ipotesi della dipendenza per i medici di famiglia: “Questa idea mi pare assurda. Sarebbe insensato privare i cittadini del proprio medico in ambulatorio”. Oggi la replica del ministero della Salute Schillaci: "Non ho problemi a incontrare né i sindacati né il rappresentante della Federazione degli Ordini. Ma un conto è essere il presidente della federazione un conto è fare il sindacato". In serata Anelli getta acqua sul fuoco: “Nessuna intenzione di fare polemica”.

Cresce il malcontento dei medici. E si apre uno scontro frontale tra il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ed il ministro della Salute Orazio Schillaci. Dal mancato rinnovo contrattuale alle risorse per la sanità giudicate “del tutto insufficienti”, il 2025 si apre in salita ed i sindacati, insieme all’Ordine, sono sul piede di guerra: il 25 gennaio le sigle di categoria si incontreranno per decidere le forme della mobilitazione ed il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Anelli avverte che si va verso lo sciopero o una manifestazione pubblica “imponente”.

Un malessere che riguarda sia i camici bianchi del Servizio sanitario nazionale sia i medici di famiglia, a fronte del quale Anelli chiede al ministro della Salute Orazio Schillaci l’apertura immediata di un tavolo permanente poiché finora, afferma, “è mancato un vero confronto”. Il punto, rileva Anelli all’Ansa, è che “il disagio della professione è troppo alto e non c’è una vera interlocuzione col governo sui vari temi”. Tra le questioni calde anche l’ipotesi del passaggio ad un regime di dipendenza dal Ssn per i medici di famiglia: “Questa idea mi pare assurda. Se l’obiettivo è garantire la loro presenza nelle Case di comunità, il contratto attuale già prevede che ciascun medico impieghi 6 ore settimanali per le Asl, per un totale di 20 milioni di ore, dunque la copertura è già assicurata. Sarebbe insensato privare i cittadini del proprio medico in ambulatorio”.

Ma il vero braccio di ferro è sulle risorse: “Va sgombrato il campo dicendo chiaramente che, in realtà, aumenti non ce ne sono: i 17 euro in più al mese previsti per i medici, infatti, sono davvero nulla. Il problema di fondo – incalza Anelli- resta il livello medio degli stipendi in Italia rispetto all’Europa: noi siamo vicini alla Romania e ai Paesi dell’Est, non alla Francia o alla Germania”. Da qui, “la scelta di molti medici di lasciare o di diventare medici gettonisti, con danno enorme per l’Ssn”. A ciò si aggiunge il mancato rinnovo contrattuale: “Ancora tutto tace sul rinnovo del contratto dei medici, è al palo, eppure stiamo parlando del contratto 2021-2024, dunque già abbondantemente scaduto. Questo è una criticità grande, a fronte di risorse per il rinnovo pari a circa 2 miliardi di euro che risultano del tutto insufficienti”, rileva il presidente Fnomceo.

Arriva oggi a distanza la replica del ministro Schillaci, a margine della presentazione dei dati sui trapianti in Italia. “Io ho sempre incontrato i medici. Li incontro quotidianamente e quindi non ho problemi a incontrare né i sindacati né il rappresentante della Federazione degli Ordini. Ma un conto è essere il presidente della federazione un conto è fare il sindacato. Quindi vediamo chi incontrare e perché”, ha chiosato il ministro.

“Il Governo sa benissimo” che sono necessarie risorse per la sanità, “tanto che in Finanziaria, già bollinata dal Mef, ci sono 5 miliardi e 100 per l’anno prossimo, che è una cifra record. E io da sempre ho detto che la vera forza del Servizio sanitario nazionale è il capitale umano” – ha detto il Ministro della Salute.

“Sappiamo benissimo – ha aggiunto il ministro – che non possiamo migliorare il Ssn senza l’ingresso di nuove forze, soprattutto di giovani, nei vari ruoli, e su questo c’è assolutamente il nostro impegno e la nostra volontà di attuare un piano e un programma di arruolamento di giovani per le varie professioni sanitarie”.

Nel pomeriggio arriva poi la contro replica di Anelli.
“Le manifestazioni, le modalità della protesta, le mobilitazioni le decidono i sindacati, non v’è dubbio. Personalmente, però, osservo che siamo di fronte a un forte stato di malessere dei medici. C’è una categoria che si organizza e che vuole mettere in moto un processo unitario per rappresentare le proprie ragioni. Se poi lo farà con uno sciopero o con altre forme si vedrà”. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), torna sul disagio dei camici bianchi – denunciato nei giorni scorsi ventilando anche la possibilità di uno sciopero – che sarà al centro di un incontro unitario delle associazioni mediche il 25 gennaio.

“Non sono certo io a decidere”, continua. “La mia impressione è che i medici non sono contenti. Osservo, poi, che se il 25 la maggioranza dei sindacati medici riunisce i propri consigli nazionali, un significato ci sarà”, aggiunge Anelli sottolineando che “non c’è attrito con il ministro della Salute”, il quale oggi ha risposto all’allarme di Anelli e alla sua richiesta di aprire un confronto con la categoria rimarcando che c’è differenza tra Ordine e sindacato. “Al ministro riconosco disponibilità, ci sentiamo frequentemente e c’è sintonia su tante tematiche. Però poi, concretamente, su alcuni temi bisogna pur andare a definire quali possono essere le possibili soluzioni. E se c’è un movimento che si sta mettendo in moto, probabilmente c’è bisogno di trovare anche le modalità per avviare un confronto fattivo. Nessuna volontà di polemica: c’è un mondo che vuole rappresentare il disagio e questo è più che evidente”.

“Io continuo a pensare – ribadisce il presidente dei medici italiani – che in questo momento la professione avrebbe bisogno di maggiore attenzione e che le attenzioni finora individuate non sono sufficienti a bloccare, per esempio, la fuga dal servizio sanitario nazionale oppure il ricorso ai medici gettonisti. In questa fase si è messo in moto un processo rivendicativo importante, legittimo, espressione di democrazia autentica perché i sindacati rappresentano costituzionalmente noi lavoratori. E presenteranno le loro proposte. Il mio invito è di dare attenzione reale a questa situazione che si è venuta a creare”.

13 Gennaio 2025

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