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Area Funzioni locali. Firmato in Aran il nuovo contratto nazionale

di Lorenzo Proia

Dopo ben 11 anni di attesa, coinvolti 15mila dirigenti in Regioni, Autonomie locali, Camere di Commercio, Enti ed Aziende, Arpa, Istituti zooprofilattici, Agenas, Ipab, INMP, i segretari generali di Comuni e Province. “Non è stata una trattativa facile, svolta a distanza in pieno lockdown. Venivamo poi da 11 anni di ‘astinenza’ e da diverse aree e discipline contrattuali che si sono riunite nella nuova Area Funzioni locali”.

18 DIC - Dopo ben 11 anni di attesa, firmato ieri il primo CCNL della nuova Area Funzioni locali, della quale fanno parte 15mila dirigenti professionali, tecnici e amministrativi che lavorano in Regioni, Autonomie locali, Camere di Commercio, Enti ed Aziende del Ssn, Arpa, Istituti zooprofilattici, Agenas, Ipab, INMP, nonché i segretari generali di Comuni e Province.

“Molte le novità – spiegano Elisa Petrone, segretario generale FEDIR e Mario Sette, segretario generale DIREL - oltre all’incremento a regime di 125 euro lordi mensili (come per tutte le altre dirigenze pubbliche), per i dirigenti del Ssn abolizione dell’orario di lavoro e investimento sui primi incarichi, col mantenimento del requisito quinquennale di anzianità solo per le strutture complesse, salario semplificato ed unico per i ruoli Pta, con l’eliminazione della ‘differenza sui minimi’, due fondi contrattuali; per i dirigenti di Regioni e Autonomie locali ampliamento delle materie oggetto di confronto e contrattazione sindacale, maggior trasparenza nei criteri e nelle procedure di conferimento degli incarichi e compensi per gli interim; per i segretari garanzie sui trattamenti economici in godimento e un preciso impegno a rivedere il sistema di classificazione e la struttura retributiva mediante la costituzione di una Commissione paritetica nazionale”.


“Non è stata una trattativa facile, svolta a distanza in pieno lockdown – proseguono Petrone e Sette - e si sa che in tutti gli accordi le relazioni dirette hanno un loro peso. Venivamo poi da 11 anni di ‘astinenza’ e da diverse aree e discipline contrattuali che si sono riunite nella nuova Area Funzioni locali, da noi fortemente voluta perché siamo convinti risponda meglio alle comuni esigenze e alle affinità professionali di questa categoria di dirigenti pubblici”.

“Abbiamo cercato di contrastare – spiegano – un clima di sfiducia, il più delle volte creato ad arte, nei confronti della dirigenza pubblica. Abbiamo voluto rilanciare autonomia e responsabilità di una categoria che è una risorsa per il Paese, e si trova invece sempre più spesso condizionata da pressioni politiche e precarizzata da continue riorganizzazioni”.

“Siamo convinti - ribadisce il segretario generale DIRER-SIDIRSS Silvana De Paolis - che il nuovo CCNL potrà rappresentare uno strumento utile perché si sviluppi una classe dirigente motivata, scelta in base alle capacità e valutata per il merito, alla quale dare adeguate opportunità di formarsi con percorsi continui e obbligatori”.

“Per noi – conclude Elisa Petrone anche segretario generale di FEDIRETS (Federazione che ha riunito le tre sigle autonome FEDIR, DIREL e DIRER-SIDIRSS) - adesso inizia una fase nuova: con FEDIRETS abbiamo voluto mettere a fattor comune il patrimonio dei tre sindacati che da anni si sono impegnati nella tutela dei dirigenti tecnici e amministrativi dei territori e continueremo ad impegnarci per il rafforzamento del nostro soggetto rappresentativo, prima sigla dell’Area con più di 1800 iscritti, e per una maggior omogeneità dei trattamenti all’interno della nuova Area Funzioni locali. Partiremo dalla richiesta di aprire rapidamente le trattative decentrate che dovranno recepire le importanti novità di questo CCNL ma anche di avviare quelle per il CCNL 2019-2021, già in forte ritardo”.

Lorenzo Proia

18 dicembre 2020
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