Riforma farmaceutica. Adf: “Vendite dirette in Italia al 30% contro media Ue del 5%. Distinguere chi opera con obblighi di servizio pubblico”

Riforma farmaceutica. Adf: “Vendite dirette in Italia al 30% contro media Ue del 5%. Distinguere chi opera con obblighi di servizio pubblico”

Riforma farmaceutica. Adf: “Vendite dirette in Italia al 30% contro media Ue del 5%. Distinguere chi opera con obblighi di servizio pubblico”

Il vicepresidente Sabelli: “La distribuzione intermedia è servizio pubblico essenziale. La riforma deve riconoscere il nostro ruolo centrale nella distribuzione per conto e garantire la resilienza della filiera”.

L’Associazione dei Distributori Farmaceutici (Adf) è intervenuta in audizione presso la 10ª Commissione permanente Affari sociali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica. Nel corso dell’audizione, il vicepresidente di Adf Luca Sabelli ha ribadito il ruolo centrale della distribuzione intermedia del farmaco, riconosciuta “a tutti gli effetti quale servizio pubblico essenziale per la tutela della salute”.

I distributori intermedi operano in base a un obbligo di servizio pubblico che garantisce la fornitura tempestiva dei medicinali a farmacie e altri soggetti autorizzati, assicurando al contempo un’adeguata disponibilità di farmaci su tutto il territorio nazionale, incluse le aree più disagiate. In quanto operatori di un’infrastruttura critica per il Paese, i distributori intermedi sono individuati dalla normativa tra i soggetti “meritevoli di supporto e sostegno”, a conferma della funzione strategica svolta all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Un apprezzamento per la riforma, ma con alcune richieste
Adf ha espresso apprezzamento per l’iniziativa legislativa, condividendone principi, criteri ispiratori e obiettivi. Il disegno di legge rappresenta infatti non soltanto “un’opera di semplificazione e riordino di un quadro normativo oggi complesso e frammentato, ma una vera e propria riforma strutturale”, volta a migliorare l’accesso ai farmaci, rafforzare l’efficienza del sistema e favorire innovazione e investimenti in un settore chiave per la sanità e per l’economia del Paese.

Il fenomeno delle vendite dirette: un’anomalia italiana
È fondamentale, secondo Adf, che la riforma definisca con nettezza prerogative, ruoli e profilo del distributore intermedio full-line, distinguendolo dagli operatori non soggetti agli stessi obblighi di servizio pubblico. A tale proposito, l’associazione sottolinea “l’anomalia italiana del fenomeno delle vendite dirette che rappresentano circa il 30% dei volumi dell’intero mercato farmaceutico nazionale a fronte di una media europea di circa il 5%”.

Sostenibilità e resilienza della filiera
È stato evidenziato come la sostenibilità della distribuzione intermedia costituisca “una condizione imprescindibile per la tenuta e l’efficienza dell’intero sistema sanitario”. Per questo, le recenti tensioni sulle catene di approvvigionamento e l’incremento dei costi operativi rendono necessario garantire risorse adeguate e misure idonee a preservare la resilienza della filiera.

Distribuzione per conto: il ruolo dei distributori intermedi
Adf ritiene inoltre che la riforma possa offrire anche l’opportunità di una più idonea regolamentazione della distribuzione per conto dei medicinali (Dpc) , riconoscendo ai distributori intermedi, «dopo anni di criticità attuative», il ruolo di attore fondamentale con diritto/dovere a partecipare, insieme agli altri attori già previsti, ai tavoli regionali di definizione degli accordi sulla Dpc, con una particolare attenzione alla sostenibilità e all’efficienza di un servizio di grande importanza socio-sanitaria.

“Sostenere lo sviluppo della distribuzione intermedia – è stato sottolineato – significa investire concretamente sulla disponibilità dei medicinali, sull’equità di accesso alle cure e sulla tutela della salute dei cittadini, in piena coerenza con gli obiettivi della riforma in esame”.

Adf conferma, dunque, la propria piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni per contribuire al percorso di rinnovamento del sistema farmaceutico nazionale.

29 Aprile 2026

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