Bari. Al via domani la tre giorni che vedrà la Fnomceo impegnata su lotta a violenza contro gli operatori sanitari e formazione

Bari. Al via domani la tre giorni che vedrà la Fnomceo impegnata su lotta a violenza contro gli operatori sanitari e formazione

Bari. Al via domani la tre giorni che vedrà la Fnomceo impegnata su lotta a violenza contro gli operatori sanitari e formazione
A Bari, fino al prossimo 15 settembre la Federazione farà il punto su diversi temi di stringente attualità. A partire dalla formazione e dalle novità introdotte sulla laurea abilitante, fino ad un corso Fad sulla violenza contro i medici, che si svogerà il 13 settembre nell'ambito della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari. La tre giorni sarà poi l'occasione per fare il punto su su come sta procedendo la formazione Ecm in generale.

Al via domani la tre giorni che vedrà, a Bari, la Fnomceo impegnata nella lotta alla violenza contro gli operatori sanitari e poi sulle tematiche della formazione del medico. In vista di questo appuntamento, sul portale della Federazione il presidente Filippo Anelli, il coordinatore dell’Area Strategica Formazione Roberto Stella ed il vicepresidente dell’Omceo Bari Franco Lavalle, fanno il punto sulle tematiche che saranno affrontate.
 
"Quello di Medicina è un percorso formativo particolare che, dopo sei anni, non dà sbocchi lavorativi, a meno che non si prosegua la formazione con la specializzazione o con il corso per la Medicina Generale. Sono dieci-quindicimila i giovani colleghi che, anche quest’anno, non riusciranno ad accedere né alle scuole di specializzazione né al corso per la Medicina Generale, andando a ingrandire il cosiddetto limbo formativo: uno stop forzato, uno sperpero di vita e di risorse fatto di inoccupazione e sottoccupazione, con gravi riflessi sul piano sociale", spiega Anelli
 
"È per questo che, prima di abolire il numero chiuso, dobbiamo garantire un futuro a questi dieci-quindicimila colleghi. Aprire ora significherebbe illudere tantissimi giovani, privando di un futuro non solo loro stessi e le loro famiglie, ma lo stesso Servizio Sanitario Nazionale, che si troverebbe con un numero insostenibile di laureati formati a metà, e sottraendo ai cittadini un’assistenza efficace e di qualità – prosegue -. Il vero goal che ci prefiggiamo, in realtà, è una riforma del sistema formativo, per la quale a ogni medico che inizia il suo percorso immatricolandosi all’Università sia offerta la possibilità di portarlo a termine sino alla specializzazione o al conseguimento del titolo per la Medicina Generale. È su questo che, insieme al ministero della salute, stiamo lavorando".
 
Il 13 settembre a Bari, nell’ambito della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, si svolgerà un corso Fad sulla violenza contro i medici. "Obiettivo del corso Fad, centrato su un dossier e cinque casi di pratica quotidiana che rispecchiano situazioni realmente accadute, è quello di sensibilizzare medici e odontoiatri sul tema della violenza subita dagli operatori sanitari, sottolineando l’importanza della denuncia dei fatti e quella di non sottovalutare mai alcun comportamento violento, sia esso verbale, fisico o psicologico", spiega il promotore Roberto Stella.
 
"Il dossier definirà la violenza nelle sue diverse manifestazioni, per insegnare a riconoscerne anche le forme più subdole. È necessario dare un nome a comportamenti che, spesso, vengono sottovalutati e non denunciati. Si passerà poi ad esporre i dati ad oggi disponibili del fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari, a livello nazionale ed internazionale – prosegue -. Si analizzeranno quindi i principali fattori di rischio, i motivi che innescano gli episodi di violenza e i setting più a rischio, con un focus sui pronto soccorso e sui reparti psichiatrici, e poi le conseguenze fisiche e psichiche degli abusi. Altro tema importante affrontato sarà quello della prevenzione".
 
“Il Convegno di quest’anno, ormai alla quarta edizione, rappresenta un importante test di valutazione su come sta procedendo la formazione Ecm in generale, essendo già giunti al giro di boa del triennio 2017-2019 – dichiara Franco Lavalle -. Si potrebbe, in questa occasione, tracciare un bilancio che evidenzi se l’introduzione del dossier formativo, personale e di gruppo, sia stato uno strumento utilizzato dai professionisti e se ne sono state comprese le finalità di formazione dedicata al singolo operatore. Finita la fase per così dire sperimentale dei precedenti, il triennio attuale mette a dura prova il professionista perché stressa l’obbligatorietà dell’aggiornamento e lo costringe a mettersi in pari per debiti formativi pregressi entro la fine di quest’anno.”

12 Settembre 2018

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