Bimbi a rischio soffocamento. Fimp: “A scuola dai pediatri per imparare i gesti salva vita”

Bimbi a rischio soffocamento. Fimp: “A scuola dai pediatri per imparare i gesti salva vita”

Bimbi a rischio soffocamento. Fimp: “A scuola dai pediatri per imparare i gesti salva vita”
Ogni settimana un bambino muore per soffocamento: circa 50 vittime in un anno. I pediatri, riuniti a Montecarlo per le “Scuole di alta formazione”, con corsi di un’ora insegneranno a mamme, papà, nonni, maestre e baby sitter, la prevenzione e la gestione dell’emergenza-soffocamento.  Il decalogo della Fimp

Caramelle tonde, pezzetti di carne, uva e noci. Wurstel e prosciutto crudo. Ma anche monete e palloncini sgonfi. Cibi e oggetti apparentemente innocui che possono diventare pericolosi, soprattutto per i bambini piccoli. Rimanere soffocati a causa della loro ingestione non è così improbabile. E così ogni anno si segnalano nel nostro Paese circa 300 casi ostruzione da corpo estraneo negli under 14. E fra i bambini da zero a quattro anni il soffocamento è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali: ogni anno muoiono circa 50 bimbi per un boccone andato di traverso, di questi 30 hanno meno di un anno. Un bambino a settimana. Ma pochi genitori sanno come ci si deve comportare in situazioni di emergenza.
Ora, un aiuto arriva dai pediatri della Federazione Italiana Medici Pediatri, riuniti a Montecarlo dall’8 al 10 marzo per le Scuole di alta formazione “Italia e Francia a confronto. L’eccellenza incontra l’eccellenza”.
 
Sono, infatti, pronti a “salire in cattedra”, 100 pediatri “istruttori” che con un’ora di corso – in collaborazione con la Società italiana medicina ed emergenza urgenza pediatrica – insegneranno a genitori, nonni, babysitter e insegnanti la prevenzione e la gestione dell’emergenza-soffocamento in dieci mosse.
 
In Italia quasi un bimbo al giorno rischia di morire soffocato da un boccone andato di traverso: secondo le stime nel nostro Paese in totale ogni anno ci sono 450 casi di soffocamento, di cui il 60%, poco meno di 300, in bambini da zero a 14 anni.
 
“Tra gli incidenti domestici – spiega Giuseppe Mele, presidente FIMP – l’inalazione di corpo estraneo è un evento tuttora ai primi posti tra quelli che avvengono nei primi anni di vita. Accade perché i bambini piccoli hanno la tendenza a portare alla bocca tutti gli oggetti che li interessano, perché spesso corrono mentre mangiano, perché ancora masticazione e deglutizione non sono perfettamente coordinate. Basterebbe però sapere che cosa fare e che cosa non fare quando un bambino dà segni di soffocamento per evitare una tragedia che colpisce 50 famiglie ogni anno: i presenti devono certamente chiamare aiuto, ma devono essi stessi, prima dell’arrivo di un soccorso specializzato, essere in grado di praticare le manovre salvavita basilari per la disostruzione perché ogni minuto, ogni secondo è prezioso”.
 
Purtroppo oggi nel nostro Paese pochissimi genitori conoscono le manovre salvavita. E proprio per questo la FIMP ha deciso di istituire corsi di un’ora dedicati a tutti coloro che quotidianamente si occupano dei bambini piccoli: genitori, nonni, babysitter, insegnanti d’asilo e scuola elementare, assistenti sociali, bagnini e quanti si occupano di salute e sicurezza.
 
“L’obiettivo principale è l’informazione e formazione di tutte le persone che ruotano attorno alla vita di un bambino – ha spiegato Mele – per diffondere il più possibile le conoscenze di base per la disostruzione e la rianimazione cardiopolmonare: pochi gesti, ma fondamentali per salvare molte vite”.
 
Il Dipartimento Scientifico PdF-Comunità nato a questo scopo nella FIMP sta quindi creando una Rete formativa di circa 100 istruttori sanitari e laici in manovre di disostruzione e manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base. Professionisti che diffonderanno sul territorio le conoscenze attraverso corsi di un’ora che verranno tenuti in scuole, asili nido, sedi comunali.
 
“Intendiamo collaborare con tutti, sanitari e laici – prosegue Mele – vogliamo arrivare davvero a tutta la popolazione, ad esempio rivolgendoci a genitori non vedenti e non udenti o di bambini con disabilità, ma anche a genitori extracomunitari”.
 
Gli appuntamenti per informare sulle mosse giuste saranno di volta in volta sul sito on line della Fimp.
 

09 Marzo 2013

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