Caos Pronto soccorso. Anaao: “La Costituzione ha perduto la salute”

Caos Pronto soccorso. Anaao: “La Costituzione ha perduto la salute”

Caos Pronto soccorso. Anaao: “La Costituzione ha perduto la salute”
"Il cronico collasso dei PS, in inverno a causa dell’epidemia influenzale, in estate per le ondate di calore, eventi tutti prevedibili, è il prodotto visibile di una politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica. Basterebbe che Governo e Regioni si occupassero delle sofferenze sociali come di quelle bancarie". Così l'Anaao commenta la questione del sovraffollamento dei Ponto soccorso.

Mentre prende avvio un focoso dibattito sugli schieramenti elettorali, con il correlato campionario di promesse, ri-esplode la questione del sovraffollamento dei Pronto soccorso.
 
"Le immagini che i media diffondono in questi giorni sono chiare – commenta l’Anaao Assomed – pazienti in barella, anche in doppia fila, uno accanto all’altro, in una promiscuità che dovrebbe interessare i custodi della privacy, in attesa di ore per essere ricoverati in un posto letto che semplicemente non c’è. In una atmosfera di congestione che ormai ha trasformato tutti i PS, a prescindere dalla latitudine, da strutture deputate all’emergenza ed all’urgenza, in ambienti di ricovero inadeguati, insicuri e, non di rado, indecenti. In cui nessun giudice, anchorman, parlamentare, assessore o ministro accetterebbe di stare".
 
"Regioni ed Aziende sanitarie continuano a dare 'la colpa' all’influenza o al flop della vaccinazione, o alla inappropriatezza degli accessi o al territorio che non funziona. Alibi, per non prendere atto di una realtà, non solo stagionale e non solo delle regioni 'meno virtuose', che è il prodotto dei tagli di posti letto e di personale effettuati in tutti gli ospedali pubblici, del nord, del centro e del sud del Paese. Vero ed unico fattore unificante il Servizio Sanitario", spiega il sindacato della dirigenza medica in una nota.
 
"Governi e Regioni non possono fare dimenticare le scelte scellerate fatte di intesa negli anni scorsi. Dal 2010 ad oggi circa 50 mila operatori sanitari pensionati non sono stati sostituiti ed almeno 10 mila sono medici. 70.000 posti letto sono stati tagliati, in assenza di una contestuale riforma delle cure primarie, per introdurre più moderni posti barella, quando non sedie o scrivanie, in attesa del cartello 'solo posti in piedi'. Dall’addio al posto fisso alla fine del “letto fisso”. E migliaia di giovani medici, che mettono la loro faccia davanti alle attese dei cittadini, sono stati dimenticati nel precariato di lungo corso.
 
I PS – continua l'Anaao – sono assurti a simbolo del profondo malessere in cui sta precipitando tutta la sanità pubblica, nel silenzio e nell’indifferenza dei partiti, per la incapienza di posti letto, di medici, di infermieri, di spazi fisici, di risorse in conto capitale, di formazione. Siamo ai margini dell’Europa come numero di posti letto per abitanti, sotto la media UE per le risorse destinate alla Sanità , ed il diritto ad essere curato in condizioni dignitose è diventato quasi un privilegio".
 
"Sono meri palliativi i rimedi escogitati dalle amministrazioni regionali e dalle aziende sanitarie, quali blocco dei ricoveri programmati , che trasforma gli ospedali pubblici in “ospedali da campo” dedicati solo all’emergenza, rinforzo temporaneo degli organici dei PS, anche con MMG, quasi fossero avamposti in zona di guerra, aggiunta di posti letto volanti o deviazione di pazienti nelle strutture accreditate. Ma se la soluzione sono i posti letto ed il personale, non è preferibile ripensare ai tagli effettuati in questi anni ed in questi mesi?
 
Il cronico collasso dei PS, in inverno a causa dell’epidemia influenzale, in estate per le ondate di calore, eventi tutti prevedibili, è il prodotto visibile di una politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica, che ne ha fatto la sola porta lasciata aperta per garantire il diritto a curarsi. In che condizioni e con quali sacrifici per pazienti ed operatori, costretti a vivere lo stesso dramma su fronti contrapposti, è sotto gli occhi di tutti".
 
"Basterebbe che Governo e Regioni si occupassero delle sofferenze sociali come di quelle bancarie per evitare che la soluzione al sovraffollamento dei Pronto Soccorso sia un cartello con la scritta 'chiuso per tagli'. #primadivotarepensaallasalute", conclude l'Anaao.

09 Gennaio 2018

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