Chiropratici. Benito Oliva nuovo presidente dell’Aic

Chiropratici. Benito Oliva nuovo presidente dell’Aic

Chiropratici. Benito Oliva nuovo presidente dell’Aic
Succede a John Williams, che per 22 anni ha presieduto l’Associazione italiana chiropratici. Oliva: “Vogliamo per tutti i pazienti la possibilità di poter rivolgersi al chiropratico all’interno dei percorsi di cura garantiti dal sistema sanitario nazionale. Sappiamo di poter dare al paziente la possibilità di avere un’arma in più per risolvere i problemi di salute legati ai disturbi dell’apparato neuro - muscolo – scheletrico”.

Benito Oliva è stato eletto nuovo presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC). Oliva, che ha ricoperto la carica di vice presidente dell’associazione dal 2020, succede a John Williams, decano dei chiropratici italiani, che ha ricoperto ininterrottamente tale ruolo dal 2003 e che manterrà le deleghe ai rapporti istituzionali dell’AIC, continuando a occuparsi dell’iter per l’attuazione delle competenze previste dalla Legge che già nel 2007 ha riconosciuto la figura del Chiropratico nel panorama sanitario italiano. Il comitato direttivo dell’associazione, attiva dal 1974, sarà composto dal vice presidente Weyne Steiner e da Damiano Costa, segretario e tesoriere.

“Voglio esprimere il più sentito ringraziamento al presidente uscente, John Gordon Williams, per il suo costante impegno e per il prezioso contributo offerto alla professione nel nostro Paese – dichiara in una nota Benito Oliva – Noi chiropratici italiani siamo e saremo sempre più presenti nei network sanitari internazionali, cioè in quei Paesi dove questa disciplina riconosciuta come professione sanitaria di grado primario dall’OMS è regolamentata a pieno titolo anche nel percorso di studi ed è parte integrante delle prestazioni dei sistemi sanitari pubblici e privati”.

“Nell’AIC ogni anno ci sono nuovi arrivi e il tema ricambio generazionale è fondamentale – spiega il neo presidente Oliva – Ci sono studenti che con mille sacrifici personali e costi ingenti ogni anno sono costretti a studiare e laurearsi all’estero. Tantissimi giovani di diverse nazionalità che vorrebbero studiare e diventare dottore chiropratico formandosi in Italia, ma al momento la laurea magistrale, cioè lo standard minimo internazionale che si può ottenere soltanto nei paesi dove la professione è regolamentata anche nel percorso universitario, tra cui USA, Canada e UK in primis. La nostra attività sarà quindi particolarmente incentrata anche nell’assistenza ai giovani futuri professionisti che vogliono lavorare in Italia”.

“Vogliamo per tutti i pazienti la possibilità di poter rivolgersi al chiropratico all’interno dei percorsi di cura garantiti dal sistema sanitario nazionale”, aggiunge il presidente. “ La chiropratica ha un ruolo fondamentale in termini di minore ospedalizzazione, riduzione drastica dell’utilizzo di farmaci antidolorifici e dei pericolosi oppiacei e garantisce minori costi per il sistema sanitario. Risparmi che si concretizzano in meno interventi chirurgici e un più rapido ed efficiente percorso di cura e riabilitazione. Sappiamo di poter dare al paziente la possibilità di avere un’arma in più per risolvere i problemi di salute legati ai disturbi dell’apparato neuro – muscolo – scheletrico”.

Il riconoscimento definitivo della figura del chiropratico, ribadisce AIC, “è fondamentale e servirà a uniformare il sistema sanitario italiano a quello dei paesi che già hanno regolamentato a pieno la chiropratica”.

“L’individuazione delle competenze e del percorso formativo del chiropratico secondo gli standard internazionali, cioè la laurea magistrale – conclude Oliva – Servirà anche a risolvere il problema della libera circolazione dei professionisti all’interno del panorama professionale europeo. Il requisito minimo dei cinque anni di studio e la laurea magistrale saranno essenziali per il futuro della professione in Italia e lavoreremo in questo senso. Il dialogo con il Ministero della Salute prosegue costantemente e siamo in attesa e fiduciosi che anche le Istituzioni sapranno completare l’iter formativo del professionista a tutela del paziente”.

29 Ottobre 2025

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