Chirurghi ospedalieri a Congresso. Bottino (Acoi): “Sostenibilità, formazione e intelligenza artificiale le sfide più urgenti”

Chirurghi ospedalieri a Congresso. Bottino (Acoi): “Sostenibilità, formazione e intelligenza artificiale le sfide più urgenti”

Chirurghi ospedalieri a Congresso. Bottino (Acoi): “Sostenibilità, formazione e intelligenza artificiale le sfide più urgenti”
Una chirurgia moderna, al passo con i tempi, non solo per sfruttare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie ma anche per dare risposte alle criticità del Ssn, garantendo cure sempre più sicure, eque e sostenibili. La formazione, universitaria e post-universitaria, è fondamentale, ma dal 43° Congresso Acoi di Rimini arriva anche un appello alla prevenzione, con l’Acoi in prima linea con la campagna Lifeline contro i tumori del colon-retto.

“Le tecnologie ci consentono di offrire cure migliori, ma le dobbiamo rendere sostenibili ma anche disponibili, facendo il possibile per evitare quelle disparità di accesso alle cure che oggi sono troppo diffuse. Credo che molto si possa fare, anzitutto attraverso la formazione, come accaduto con l’introduzione della laparoscopia, che i chirurghi hanno gestito brillantemente. Oggi ci sono nuove sfide, come quella della robotica e dell’intelligenza artificiale, ma sono certo che sapremo gestire questo processo e lo sapremo governare”. Con queste parole il presidente dell’Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Vincenzo Bottino, ha riassunto ai nostri microfoni i temi al centro del 43° Congresso nazionale Acoi organizzato a Rimini dal 1° al 4 giugno 2025.

“Formazione, sostenibilità e intelligenza artificiale” sono le parole chiave scelte come base di partenza per i lavori congressuali. “Temi apparentemente in contrasto, ma che dobbiamo, invece, far convergere”, ha detto Bottino al nostro giornale. “Oggi il sistema sanitario si sta sgretolando e noi chirurghi abbiamo il dovere di prendere coscienza, insieme alle aziende, della necessità di renderlo sostenibile. In questo l’innovazione ci può aiutare, perché se da una parte le tecnologie rappresentano un costo, dall’altra offrono l’opportunità di migliorare e rendere più efficienti le prestazioni. A patto, ovviamente, di saperle utilizzare bene”. Tuttavia la sfida più grande, per il presidente Acoi, “non è tanto quella tecnologica, quanto di risorse umane. Il sistema formativo sta vivendo una debacle e il 52% delle borse di studio di specializzazione non vengono occupate. Un dato evidentemente allarmante, perché non si può immaginare un futuro della medicina senza chirurghi. Dobbiamo riuscire a trasmettere ai nostri giovali la passione per questo nobile lavoro”, ha concluso Bottino.

Per Pierluigi Marini, presidente onorario Acoi, direttore dell’UOC Chirurgia Generale d’Urgenza e delle Nuove Tecnologie e direttore del Dipartimento d’Emergenza Urgenza e delle Chirurgie Specialistiche dell’Ao San Camillo di Roma, il passo fondamentale per rispondere alla crisi vocazionale dei chirurghi sta proprio nella revisione del percorso formativo: “Da una nostra survey è emerso che l’insoddisfazione per i percorsi formativi post-laurea sono al primo posto tra i motivi delle crisi vocazionali in chirurgia, seguito dal contenzioso medico legale e dal peso di una professione ritenuta molto rischiosa e faticosa. Ma è la formazione a fare la differenza. È dunque evidente la necessità di riformare il sistema, per costruire percorsi post-laurea appetibili ai giovani, moderni e aggiornati”.

In questo ambito, ha riferito Marini, “Acoi ha avviato già alcuni progetti, grazie alla collaborazione di aziende particolarmente sensibili al tema. Posso citare un Colon MIS Academy, che puntava a insegnare la chirurgia mininvasiva del colon, in cui gli italiani sono maestri ma che ha, ancora oggi, una penetrazione troppo bassa all‘interno del sistema sanitario, nonostante se ne conoscano i vantaggi per i pazienti”.

Acoi è anche convinta che i grandi ospedali ad alto volume di prestazioni e dotati di tecnologie avanzate debbano diventare essi stessi centri di formazione post-laurea: “Per questo motivo Acoi ha presentato alle Istituzioni un progetto, denominato Distretto Formativo, per la creazione di una rete ospedaliera che possa mettersi disposizione degli specializzanti. Perché i chirurghi hanno bisogno di studiare, ma anche e soprattutto di operare”.

Se i chirurghi si candidano ad essere protagonisti di un nuovo corso della sanità italiana, un ruolo importante spetta comunque anche ai cittadini/pazienti. Dal Congresso Acoi di Rimini è arrivato, infatti, un appello alla prevenzione e, in particolare, alla prevenzione contro il tumore del colon retto, con il mega colon gonfiabile, simbolo della campagna nazionale LifeLine promossa dall’Acoi con il supporto non condizionante di J&JMedTech Italia, posizionato all’ingresso del Palacongressi. “Dobbiamo diffondere tra i cittadini la cultura della prevenzione”, ha detto Gianluca Garulli, presidente del Congresso Acoi e direttore dell’Uoc Chirurgia generale e d’urgenza dell’ospedale di Rimini. “Prevenire – ha spiegato – significa sottoporsi ai controlli, cominciando dalla ricerca del sangue occulto nelle feci a partire dai 50 anni di età, da anticipare in caso di familiarità, proseguendo con la colonscopia in caso di positività. Questi esami ci consentiranno di diagnosticare precocemente le lesioni polipoidi che, se non rimosse, si trasformeranno in una neoplasia maligna, mettendo a rischio la vita. Fate prevenzione!”.

L.C.

L.C.

04 Giugno 2025

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