Chiururgia. Acoi fa il punto su qualità e sicurezza. Presenti: “Abbiamo fatto molto, ma c’è ancora da fare”

Chiururgia. Acoi fa il punto su qualità e sicurezza. Presenti: “Abbiamo fatto molto, ma c’è ancora da fare”

Chiururgia. Acoi fa il punto su qualità e sicurezza. Presenti: “Abbiamo fatto molto, ma c’è ancora da fare”
Nel 2008 venne presentato il progetto “Qualità e Sicurezza del percorso chirurgico”, nel 2009 l'Associazione partecipò allo sviluppo del progetto “Sicurezza in chirurgia” della Regione Lombardia e nel 2013, insieme ad Agenas, si sta concretizzando un progetto sviluppato in un percorso di autovalutazione, monitoraggio e misurazione della adozione della “Checklist di sala operatoria”

Il tema della ricerca della qualità e della sicurezza in sanità è al centro dell’attenzione da molti anni e in prospettiva appare elemento essenziale per realizzare non solo un migliore servizio, ma anche per destinare più selettivamente le risorse, per selezionare programmi pubblici capaci di incidere in modo significativo sulle strutture di offerta, favorendo non solo una migliore appropriatezza nel trattamento dei casi, ma anche una selezione opportuna degli erogatori in base al livello di qualità dei servizi offerti. In altri termini, i sistemi di miglioramento della qualità rappresenteranno nel futuro il fulcro per realizzare un effettivo cambiamento strategico. In questa direzione l’Acoi ha fortemente voluto avviare una riflessione sui sistemi di miglioramento della qualità in campo sanitario che si sono sviluppati in questi anni e che possono divenire un utile punto di partenza per realizzare questo obiettivo. La chirurgia Italiana, molto aperta alle trasformazioni tecnologiche, dà di sé troppo spesso una immagine di alta rischiosità, di qualità e sicurezza assai poco percepite.

Pertanto l’Acoi non poteva limitare la propria ‘mission’ alla attività di formazione tecnica, ma doveva porsi come promotrice, garante e valutatrice della qualità e della sicurezza della chirurgia italiana, proponendo nuovi modelli formativi più comprensibili, più percepibili da tutti e non solo dagli addetti ai lavori. Tutto questo sia per il professionista, preparando così il nuovo chirurgo del futuro, sia per le organizzazioni. Ma per fare questo bisognava introdurre concetti nuovi, in particolare il concetto di “valutazione”, proponendoci come una Joint Commission Italiana, e utilizzare competenze formative che non erano patrimonio del nostro “know how”. Per avere una percezione reale della qualità e della sicurezza di un sistema è inevitabile darne una valutazione. La qualità del sistema deve essere “misurabile”, “riproducibile”, “accettabile”, congruente”, “specifica”. Solo così può essere percepibile.
 
Il punto critico poteva essere quello di coinvolgere le strutture in programmi di “accreditamento professionale” che avrebbe potuto introdurre occasioni di sperimentazione e di sviluppo, specie dove le istituzioni non fossero in grado di fornire risposte soddisfacenti. C’era bisogno di introdurre una nuova metodologia fortemente innovativa. Siamo stati i primi a focalizzare l’attenzione sulla sicurezza negli ospedali proponendo nel 2002 il primo Congresso a Roma, nel Centro Congressi Del Santuario del Divino Amore “L’Ospedale sicuro. Imparare dall’errore”. A questo sono seguite ripetute sessioni nei Congressi Nazionali dedicate alla Gestione del Rischio Clinico che quantomeno hanno avuto il merito di focalizzare l’attenzione sul problema.

Nel 2008 presentammo al Ministro Fazio il progetto “Qualità e Sicurezza del percorso chirurgico”. Grande fu l’interesse e l’attenzione del Ministro, tant’è che Acoi è divenuto partner di Agenas per i progetti di Sicurezza in chirurgia. Con il progetto Q&S, concretizzato con la partnership dell’Area Sanità del Politecnico di Milano e di Cittadinanzattiva, Acoi proponeva un nuovo modello di organizzazione che potesse consentire non solo di assicurare processi medici adeguati agli standard più elevati di qualità, ma soprattutto di alimentare di continuo le condizioni perché ciò potesse continuare ad avvenire. Naturalmente per fare tutto ciò bisognava assicurare alcune necessità quali la tutela degli operatori attraverso una rivisitazione di aspetti giuridici, la promozione del coinvolgimento dei cittadini, la garanzia di assoluta trasparenza del sistema. Il progetto ha riguardato 46 Aziende Sanitarie stratificate su tutto il territorio nazionale e ha consentito di estrapolare dati di estremo interesse in fase ancora di valutazione dinamica. Abbiamo partecipato nel 2009 allo sviluppo del progetto “Sicurezza in chirurgia” della Regione Lombardia. In occasione di questo evento abbiamo dato vita ad una innovativa collaborazione intersocietaria incentrata sulla ricerca di sicurezza nella sala operatoria con Aico (infermieri di sala operatoria), Aiic ( Ingegneri clinici), Siaarti (Anestesisti e rianimatori),Sic (Società Italiana di chirurgia) dando vita al Tiiso (Tavoli intersocietario interprofessionale per la sicurezza della sala operatoria) che ha già prodotto un documento significativo sulle modalità di acquisizione delle tecnologie.

Con Agenas, dopo una riunione nella quale l’allora Direttore Fulvio Moirano diede mandato al Direttore del settore Qualità e Accreditamento Gianni Caracci, di relazionarsi con Acoi per concretizzare obbiettivi comuni di attività in qualità e sicurezza, abbiamo posto in essere una sperimentazione di visita di valutazione sulle buone pratiche segnalate nella “Call” di Agenas. Nel 2013 Agenas e Acoi stanno concretizzando un progetto di “Sicurezza in chirurgia” sviluppato in un percorso di autovalutazione, di monitoraggio e misurazione della adozione della “Checklist di sala operatoria” con susseguente proposta formativa per indurre e valutare il miglioramento dei risultati. Abbiamo fatto molto, ma c’è ancora molto da fare.

Luigi Presenti
Presidente Acoi
Associazione chirurghi ospedalieri italiani

Luigi Presenti

05 Maggio 2014

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