Come sarebbe il mondo senza infermieri? Ecco un video che disegna lo scenario

Come sarebbe il mondo senza infermieri? Ecco un video che disegna lo scenario

Come sarebbe il mondo senza infermieri? Ecco un video che disegna lo scenario
L’iniziativa è dell’AusmedEducation, una società australiana per la formazione infermieristica che ha deciso attraverso un filmato di sensibilizzare più persone possibili sulle conseguenze causate dalla carenza di infermieri. La traduzione in italiano è frutto dell’iniziativa dell’Aislec (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee). IL VIDEO

Un video per evidenziare l’importanza della figura dell’infermiere e denunciare come la mancanza di questi ultimi rischia di essere un serio problema globale per i prossimi anni. Le stime dicono che solo negli Usa vi sarà bisogno di 1 milione di infermieri entro il 2020. In UK nei prossimi 10 anni ne andranno in pensione circa 180.000 e infatti l’età media aumenta, solo per fare qualche numero.
 
“È facile – ci scrive il direttivo AISLeC – che ci si incida nella mente uno slogan famoso quale: “Come sarebbe il mondo senza Nutella?”, ma pochissime persone si pongono la domanda: “Come sarebbe un mondo senza infermieri?”.  I nostri colleghi australiani si sono spinti in questa direzione e hanno disegnato uno scenario che riteniamo indicativo di un futuro non troppo lontano: il 2020”.
 
“Non è solo la società australiana per la formazione infermieristica che pone attenzione al ruolo degli infermieri – evidenzia l’Aislec – ,  infatti l’OMS,  OCSE, ecc.,  raccomandano la presenza  e il contributo degli infermieri come fondamentali per migliorare la salute della popolazione e la qualità delle cure. La crisi finanziaria sta ridisegnando i confini del mondo sanitario. Siamo consapevoli della necessità di migliorare  l’ efficienza e la riorganizzazione della nostra sanità, ma occorre tenere ben presente l’attuale epidemiologia dei problemi di salute che riguarda una popolazione sempre più fragile, con un accesso diseguale all’assistenza sanitaria. Si usano parole artificiose per giustificare i tagli: “ammodernamento”, “efficienza”, “riorganizzazione…” un vocabolario che va in leggera controtendenza con i bisogni di cura dei cittadini; questi aspetti necessitano dell’intervento di molti professionisti compreso, inevitabilmente, quello degli infermieri”.
 
“Crediamo – conclude il direttivo Aislec – che il video fornisca un contributo impagabile alla società e a chi si occupa di policy sanitarie per cui ci piacerebbe diventasse virale in rete e fruibile non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto ai cittadini. Pensiamo inoltre che eventuali errori nelle pianificazioni sanitarie non possano riversarsi sugli assistiti per il solo obiettivo di conseguire l’economicità. Noi infermieri da sempre dalla parte dei cittadini e dei loro bisogni, vogliamo divulgare il nostro pensiero a contribuire a diffondere le conseguenze della carenza di noi, professionisti che contribuiamo a  prevenire, curare e riabilitare le persone con problemi di salute. Come dimostrano innumerevoli studi basati su evidenze, il taglio di oggi costituirà il doppio della spesa di domani; chi pagherà ancora gli errori di una vision che non va oltre il qui e ora?”.

28 Agosto 2013

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