Comparto sanità. Nursind: “Buste paga ancora al palo per gli infermieri”

Comparto sanità. Nursind: “Buste paga ancora al palo per gli infermieri”

Comparto sanità. Nursind: “Buste paga ancora al palo per gli infermieri”
Il segretario Bottega: “Della famosa indennità di specificità, essendo vincolata alla contrattazione, naturalmente non c’è traccia. Come è giusto che sia, visto che la trattativa all’Aran è ancora in corso. Ma soprattutto come già l’anno scorso cercavamo di far capire al ministro Renato Brunetta che, il 15 dicembre in Aula, sbandierava una chiusura del contratto in tempi brevi”.

“Oggi è giorno di stipendio per gli infermieri. Ma San Paganino, purtroppo, da tempo non è più atteso con gioia dalla categoria. Anche per questo mese, infatti, come del resto per il precedente e per quello prima ancora, la nostra busta paga è rimasta invariata”. E’ la riflessione che fa il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega.

“Della famosa indennità di specificità – continua -, essendo vincolata alla contrattazione, naturalmente non c’è traccia. Come è giusto che sia, visto che la trattativa all’Aran è ancora in corso. Ma soprattutto come già l’anno scorso cercavamo di far capire al ministro Renato Brunetta che, il 15 dicembre in Aula, sbandierava una chiusura del contratto in tempi brevi”.

“Siamo ad aprile – evidenzia Bottega – e se tutto va bene un riconoscimento per il nostro lavoro lo vedremo forse in autunno. E’ una magra consolazione poter dire, quindi, che avevamo ragione noi nel chiedere un anticipo momentaneo dell’indennità in legge di Bilancio. A questo punto, infatti, possiamo solo augurarci che il tavolo all’Aran proceda spedito e che finalmente il nuovo contratto contempli quei riconoscimenti in grado di ripagare gli infermieri dei sacrifici e della massima dedizione al lavoro”.

A tal proposito, al segretario del Nursind non va giù che su organi di stampa continuino a circolare cifre di aumenti “completamente campate in aria”: “Non esiste in nessuna realtà che un lordo di 200 euro circa diventi un netto di 190. Si rischia così di illudere la categoria, ma anche di minare la credibilità di chi fa i conti e quantifica le risorse. Se così fosse – conclude Bottega – al danno si aggiungerebbe ancora una volta la beffa. E dopo due anni di pandemia, doppi turni, ferie saltate e perdite di vite umane, questo non possiamo proprio accettarlo”.

27 Aprile 2022

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