Convenzione pediatria. Simpef rigetta la nuova bozza

Convenzione pediatria. Simpef rigetta la nuova bozza

Convenzione pediatria. Simpef rigetta la nuova bozza
"La nuova bozza che abbiamo ricevuto da Sisac è inaccettabile oltre che inopportunamente dilatoria dei tempi del rinnovo convenzionale " è il duro commento di Rinaldo Missaglia, presidente di Simpef. Che aggiunge: "Sconforta l'atteggiamento di ridurre una trattativa così importante a un così poco edificante gioco dell'oca contrattuale".

"Inaccettabile oltre che inopportunamente dilatoria dei tempi del rinnovo convenzionale la nuova bozza che abbiamo ricevuto da Sisac" è il duro e commento di Rinaldo Missaglia, presidente di SiMPeF. Che aggiunge: "sconforta l'atteggiamento di ridurre una trattativa così importante a un così poco edificante gioco dell'oca contrattuale".

"Una profonda delusione con sapore di presa in giro", con queste parole la Simpef commenta la nuova bozza Sisac contenente la proposta di testo per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale per la Pediatria di libera scelta. Per il Sindacato dei medici pediatri di famiglia il nuovo testo "ignora quasi tutti i punti programmatici che erano stati oggetto di una lunga e faticosa mediazione e che sembravano ormai consolidati a norma nel corpo testuale dell’Acn in via di elaborazione".
 
"Ad una prima e comunque attenta valutazione da parte della dirigenza del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia – spiega Missaglia – il testo inviato da Sisac lunedì 5 dicembre risulta zeppo di enunciati normativi inaccettabili in assoluto e comunque nemmeno plausibili di diventare un testo base passibile di qualsiasi atto emendativo a meno di interventi radicali sull’intera impostazione generale".
 
"Nel testo ricevuto – racconta il numero uno di Simpef – non solo non si vede il minimo accenno alla presa in considerazione dei puntuali emendamenti al testo originario che Simpef si è premurata di inviare per tempo a seguito delle pressanti richieste formulate da SISAC nel corso degli incontri fino ad ora effettuati e la cui data di inizio risale ormai al lontano aprile 2014, bensì nell’articolato attuale sono spuntate novità che nella migliore delle ipotesi peggiorano lo sviluppo e rimettono in discussione argomenti che nel corso delle trattative il Coordinatore SISAC Vincenzo Pomo aveva dato come risolti, essendo stati già frutto di una peraltro faticosa mediazione".
 
Tra i temi che devono prevedere una radicale riscrittura, Simpef segnala: la durata dell’accordo, che senza una previsione di termine di vigenza risulterebbe inficiante l’intero impianto contrattuale; l’istituzione delle Aft con la sconfessione della loro valenza esclusivamente funzionale e che quindi le fa tornare potenzialmente erogative con quanto ne consegue in rapporto ai compiti che i PdF obbligatoriamente aderenti dovranno svolgere. Inoltre le criticità di questo nuovo testo riguardano anche il penalizzante sistema del finanziamento delle Aft, la revisione dei massimali di scelta che prevede di fatto la forzata ricusazione degli assistiti più prossimi al compimento del 14° anno, i compiti del referente di Aft (ingrato e responsabilizzante incarico che assumerebbe impegni che rasentano aspetti più affini a funzionari di Pubblica Amministrazione con in aggiunta la beffa di aver previsto un compenso per tale incarico che deve essere ricompreso nell’ammontare delle peraltro già risicate risorse riservate al rinnovo convenzionale).
 
Missaglia denuncia anche altre lacune di questa bozza: la revisione del sistema dei procedimenti disciplinari in ottemperanza a una mala interpretazione della legge Brunetta (interventi a rischio di assoluta indiscriminata prevaricazione da parte di così nominati Uffici Procedimenti Disciplinari [U.P.D.] su tematiche che dovrebbero essere tutt’al più di esclusiva competenza Ordinistica. "Sul tema – spiega Missaglia – inoltre non è stata presa in considerazione la nostra proposta di reciprocità che prevede la sanzionabilità dei Soggetti di parte pubblica inadempienti e inosservati le norme convenzionali in proprio o per conto degli istituti che rappresentano".

Nel testo recapitato ai pediatri Simpef si torna a fissare il limite di competenza assistenziale a 14 anni. "Hanno ignorato – rivela Missaglia – la nostra argomentata proposta di estensione a 18 anni e prevedendo in aggiunta la cancellazione della opportunità di estensione a 16 anni nei casi previsti dal precedente ACN in favore di assistiti con particolari bisogni sanitari e socio-sanitari".

09 Dicembre 2016

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