Coperture vaccinali. Risparmi persi per oltre 600 mln l’anno. Mancato raggiungimento comporta perdita stimata di Pil pari a circa 11 mld

Coperture vaccinali. Risparmi persi per oltre 600 mln l’anno. Mancato raggiungimento comporta perdita stimata di Pil pari a circa 11 mld

Coperture vaccinali. Risparmi persi per oltre 600 mln l’anno. Mancato raggiungimento comporta perdita stimata di Pil pari a circa 11 mld
"Una cifra che si potrebbe ridurre inizialmente a 225 milioni, fino ad arrivare a 48 milioni nel momento in cui si raggiungessero le coperture raccomandate, minime o ottimali per le aree vaccinali relative a papillomavirus, influenza, pneumococco, herpes zoster, meningococco e Covid". A spiegarlo Eugenio Di Brinio, ricercatore Altems dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il Congresso nazionale Fimmg.

Quanto costa, in termini di impatto economico, il mancato raggiungimento delle coperture vaccinali? Guardando ai costi indiretti – cioè quelli legati alla spesa sociale, al carico sui caregiver, all’impatto fiscale e alla perdita di gettito – la cifra stimata è di circa 610 milioni di euro l’anno per le aree vaccinali relative a papillomavirus, influenza, pneumococco, herpes zoster, meningococco e Covid.

“Una cifra che si potrebbe ridurre inizialmente a 225 milioni, fino ad arrivare a 48 milioni nel momento in cui si raggiungessero le coperture raccomandate, minime o ottimali”, ha spiegato Eugenio Di Brino, ricercatore Altems (Health Economics and HTA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenuto stamani nel corso dell’83° Congresso nazionale Fimmg, durante la tavola rotonda dedicata alla “Sfida della prevenzione vaccinale: coniugare efficacia, efficienza, innovazione ed equità”.

Di Brino ha precisato che “si tratta di costi sociali che la collettività sostiene e che, quindi, rappresentano possibili risparmi. La nostra spesa sociale per queste coperture vaccinali si attesta a circa 3 miliardi e 117 milioni di euro, cifra che potremmo più che dimezzare raggiungendo i livelli minimi raccomandati, o addirittura ridurre a 245 milioni di euro se arrivassimo alle coperture ottimali”. Il mancato raggiungimento delle coperture vaccinali comporta anche una perdita stimata di Pil pari a circa 11 miliardi di euro, valore che potrebbe scendere a circa 4 miliardi, o addirittura sotto il miliardo, con l’aumento delle coperture.

Sul piano economico, significativa la riflessione di Maria Adelaide Bottaro (Farmindustria): “Ogni euro investito nelle vaccinazioni per l’adulto genera un ritorno pari a 19 euro, considerando i benefici socioeconomici complessivi”. Un dato che evidenzia come investire nella prevenzione significhi anche liberare risorse per il sistema sanitario. “Oggi, grazie all’impegno costante nella ricerca e sviluppo delle aziende farmaceutiche, abbiamo vaccini in grado di proteggere da oltre 20 patologie – ha aggiunto Bottaro -. Ma l’impegno non si ferma qui: da un’indagine di Vaccines Europe, l’associazione europea che raggruppa le aziende produttrici di vaccini, sono emersi 98 candidati vaccini in sviluppo”.

La ricerca, ha precisato Bottaro, “punta sia all’identificazione di nuovi strumenti preventivi – per malattie che ancora non dispongono di un vaccino (42% dei casi) – sia al miglioramento di quelli già esistenti. Dei vaccini attualmente in sviluppo, l’81% è destinato agli adulti, il 77% riguarda virus e il 22% batteri, in particolare, 14 candidati sono specificamente dedicati a patogeni pericolosi identificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’innovazione ha valore solo se è accessibile: per questo è sempre più urgente aggiornare il calendario vaccinale con i nuovi strumenti disponibili e destinare risorse adeguate alla prevenzione, anche definendo la sanità come investimento strategico”.

Non meno rilevante il contributo di Valeria Fava (Cittadinanzattiva), che ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’informazione e della fiducia: “L’efficacia è strettamente legata alla fiducia. Il ruolo dei medici di medicina generale è anche quello di ritagliarsi uno spazio di ascolto e dialogo per spiegare al cittadino i benefici della vaccinazione. Parlare anche dei dati economici può essere utile: il cittadino può comprendere che il proprio gesto ha un valore non solo individuale, ma collettivo”. Fava ha poi sottolineato che “l’efficienza del sistema vaccinale non dipende solo dall’efficacia del vaccino, ma anche dall’organizzazione: serve rendere il percorso di prevenzione più snello, integrato e omogeneo, su misura per i cittadini”.

In chiusura, Tommasa Maio, responsabile nazionale dell’Area Vaccini della Fimmg, ha ribadito: “È fondamentale riconoscere il valore dell’attività svolta dal medico di famiglia, che rappresenta la prima garanzia di equità nell’accesso e di appropriatezza della vaccinazione rispetto alle esigenze di salute di ogni persona. Questi momenti di confronto sono preziosi non solo per fornire ai colleghi nuovi strumenti di lavoro, ma anche per rafforzare l’azione di advocacy verso le istituzioni. Oggi manca un aggiornamento del calendario vaccinale e si registra una disomogeneità di comportamenti tra le Regioni. Sono stati compiuti passi avanti, ma è tempo di proseguire: gli indicatori devono includere anche quelli relativi alla vaccinazione degli adulti”.

10 Ottobre 2025

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